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Influenza, ecco il piano di emergenza dell’ospedale San Martino fotogallery

Genova. Un piano di emergenza a scaglioni che prevede, in caso di sovraffollamento del pronto soccorso, di mettere in atto tutt’a una serie di misure adeguate a dare la risposta necessaria ai pazienti. L’ospedale S. Martino di Genova, il più grande della Liguria, si prepara a gestire i giorni festivi e il picco influenzale, previsto a Gennaio, con alcune misure che possono fronteggiare anche le situazioni più complesse.

“Il piano che abbiamo messo a punto – spiega il direttore sanitario, Franca Martelli – si sviluppa attraverso diversi step che prevedono un aumento progressivo delle risorse a disposizione a mano a mano che aumenta il tempo di permanenza all’interno del Pronto Soccorso e il numero degli accessi”. Una serie di misure che, a seconda delle situazioni, possono ampliare l’offerta assistenza e di posti letto nella struttura ospedaliera.  

“In un primo momento abbiamo previsto un rinforzo di personale infermieristico, senza aumentare la disponibilità di posti letto – continua Martelli – che invece aumenterà nelle giornate successive andando a individuare 8 posti letto al decimo piano del monoblocco. Abbiamo, inoltre, individuato la possibilità di andare a rimodulare alcuni posti letto di area chirurgica ubicati al terzo piano del Padiglione ist. Si tratta di letti che, attualmente, sono di tipo chirurgico ma hanno un basso tasso di occupazione e che, all’occorrenza, possono diventare letti di area medica”. 

Un piano che si può ampliare sino alla massima emergenza con la disponibilità di un numero molto alto di letti da dedicare ai pazienti di pronto soccorso. “C’e un’ultima ipotesi – continua – che prevede di dedicare a un’eventuale emergenza, altri 14 posti letto all’undicesimo piano del monoblocco. Noi speriamo, comunque, che questa ipotesi non si realizzi e che si riesca ad avere, invece, un flusso snello di pazienti in pronto soccorso che potranno essere rimandati, possibilmente, a casa. 

La speranza dei vertici dell’ospedale, però, è che la situazione possa proseguire secondo l’andamento di questi giorni che ha visto una presenza continua ma, a pare qualche raro caso, abbastanza limitata nei numeri. “In questi giorni il nostro pronto soccorso ha avuto un afflusso abbastanza contenuto. Ma anche nei casi più complessi, come i 283 accessi avuti nella giornata di giovedì, tutto è stato gestito in maniera molto snella – conclude Martelli – senza dover mettere in atto nessuna delle misure di prevenzione che abbiamo codificato.