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Incidente Flixbus a Zurigo, la testimonianza di un lettore: “Segnaletica insufficiente, impossibile accorgersi che la strada finiva”

Forse non solo le condizioni meteo tra le cause dello schianto, sul caso sta indagando la magistratura svizzera

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Genova. Sono ancora ricoverati in Svizzera i due autisti genovesi rimasti feriti nell’incidente del pullman a Zurigo. Roberto Tonoli è in gravissime condizioni. Serio, ma cosciente, Mauro Federico. Intanto proseguono le indagini della magistratura svizzera sullo schianto, fatale per una donna di 37 anni, Nicoletta Nardoni.

E anche a Genova24 arriva una testimonianza, ancorché a distanza, relativa alla scarsa sicurezza del tratto autostradale della A3, dove è avvenuto l’incidente. Giorgio Cavasino, un attento lettore, ha verificato le condizioni stradali e si è posto alcune domande. Domande che, a quanto trapela, anche gli inquirenti si stanno facendo. Secondo Cavasino, ripercorrendo il tragitto attraverso google maps si nota: “Segnaletica orizzontale sull’ultima corsia alla sinistra della carreggiata con freccia che avverte del restringimento della stessa; un’unica segnaletica verticale, sormontante il piano stradale, che avverte del restringimento della carreggiata da tre a due corsie, forse troppo in alto per essere vista bene di notte, con le sole luci anabbaglianti accese, successivamente segnaletica verticale con limite velocità 60 chilometri nonché l’indicazione di termine autostrada a 400 metri; successivamente ancora, la segnaletica orizzontale zebrata termina, lasciando il posto solo alla striscia continua posta alla sinistra della carreggiata, ma posizionata al centro di tutta la larghezza del manto stradale”.

Questo avrebbe impedito, secondo il lettore, agli autisti di rendersi conto – vista anche la pessima condizione meteo – che la strada stava finendo. “Di notte – leggiamo nell’osservazione puntuale di Cavasino – il manto stradale innevato si sovrappone alla segnaletica orizzontale limitandone/precludendone la visibilità, al di là della velocità con la quale stava percorrendo quel tratto di strada, il conducente è forse andato a sbattere frontalmente contro il muro, forse senza neanche frenare, non rendendosi conto che la strada era finita?”

Dalle testimonianze sembra che la manovra sia invece stata legata a una lastra di ghiaccio e l’autista, Mauro Federico, abbia “preferito” finire contro il muro piuttosto che giù dal viadotto, nel fiume. Sul caso la polizia e la magistratura svizzera vogliono fare luci e i dubbi sulla segnaletica e la pericolosità della strada sono ampissimi. L’indagine sarà fondamentale anche per determinare eventuali indennizzi per i feriti e per i familiari della donna che ha perso la vita.