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Il 24 dicembre

Incendio al magazzino dell’Iit: azione rivendicata dagli anarchici del Fai-Fri

Il comunicato: "Dalle neuroscienze ai big data al servizio del capitale, ecco perché abbiamo attaccato"

istituto italiano tecnologie

Genova. E’ stato rivendicato dagli anarchici del gruppo Fai – Fri (Federazione anarchica informale – gruppo rivoluzionario internazionale) l’incendio in un magazzino dell’istituto italiano di tecnologia di Morego divampato nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 dicembre.

L’incendio, che non ha provocato grossi danni né tantomeno ustionati, è stato rivendicato nel pomeriggio dello stesso giorno dagli anarchici dei Fai- Fri, gli stessi che rivendicarono nel 2012 la gambizzazione del manager di Ansaldo energia Roberto Adinolfi. Per gli anarchici l’Iit “porta avanti studi di neuroscienze, “brain thecnologies” e ricerche genetiche per la manipolazione del vivente”. Non solo: “ approfondisce lo studio dei “big data”, realizzando programmi e strutture per queste vaste raccolte dati necessarie alla società tecnoindustriale. Questi algoritmi producono la ricchezza delle grandi lobbies che dominano il mondo capitalista”. “Abbiamo attaccato” scrivono gli anarchici su un sito di area, “Non avremo la migliore ‘alternativa di vita’ finché davanti non ci saranno le macerie di questo mondo di oppressori – dicono – Questo è solo un buon punto di partenza”.

Il Fai Fri è diventato noto alle cronache nel 2012 dopo l’attentato al manager Adinolfi, gambizzato il 7 maggio di quell’anno a Genova non lontano dalla sua abitazione. Per quell’azione sono stati condannati a Genova Alfredo Cospito e Nicola Gai. Nell’ambito della maxi inchiesta condotta dalla procura di Torino sulle menti dell’organizzazione altri anarchici erano stati arrestati e ora sono sotto processo nell’ambito della nota operazione ‘Scripta manent’.

Tra le azioni più note di stampo anarchico degli ultimi mesi l’incendio del ripetitore Telecom sulle alture di Granarolo del marzo di quest’anno che ‘illuminò’ con le sue fiamme tutta la città e il blitz al casello di Genova Est contro Autostrade per l’Italia anche se in questo caso gli investigatori non considerano la matrice anarchica come quella principale o quantomeno esclusiva.

Sul sabotaggio indaga la digos.

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