Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova City Marathon, tra fiasco e delusione. I cantunè attaccano Anzalone: “Niente scarica-barile”

Genova. C’è chi dice top, c’è chi dice flop. C’è chi ha detto stop e chi ha detto “sob”. E c’è chi fa lo snob. Una giornata non facile per la città e gli sportivi, sicuramente però si può dire che la prima Genova City Marathon non sarà dimenticata tanto facilmente. Ma questa non è una bella notizia.

Andiamo con ordine: la maratona di Genova, che effettivamente non è stata la prima, ma un ritorno dopo 14 anni di assenza, ha visto in partenza circa 1500 atleti, di cui solo 766 arrivati al traguardo. Come mai? Semplicissimo, molti tra gli ultimi hanno trovato la strada riaperta al traffico in largo anticipo. Perchè? Perchè l’organizzazione non ha considerato i tempi standard delle gare di questo tipo, lasciando di stucco i partecipanti.

Un esempio tra tanti, raccolti dalle pagine on line dedicate, un gruppo di 30 atleti milanesi, decisi a percorrere la gara insieme per potere insieme il ricordo delle vittime del Morandi, a cui l’evento era dedicato, che si sono visti chiudere la strada davanti ai propri occhi, senza la possibilità di portare a compimento l’impresa.

L’interfaccia di queste dinamiche è stata la Polizia Locale, che si è vista costretta a rispettare le direttive dell’organizzazione, tagliando di fatto fuori gli atleti. C’è chi dice in maniera brusca, chi dice in maniera gentile: fatto sta che il ruolo di cattivi i nostri cantunè non se lo vogliono prendere, e in una lettera aperta hanno risposto al consigliere delegato per lo Sport Stefano Anzalone, sottolineando che “Se si è incapaci a organizzare una maratona, forse, sarebbe utile non farla. Se non si ha certezza sulle capacità della società organizzatrice, forse, sarebbe utile non aderire alla manifestazione – aggiungendo – è ancor più sconcertante che il Consigliere delegato non sia stato in grado di valutare le capacità dell’organizzatore e successivamente si permetta di scaricare le proprie responsabilità sulla Polizia Locale”. Una polemica che nelle prossime ore arriverà direttamente a Tursi, nella prossima seduta del Consiglio comunale.

Ma la delusione dei tanti podisti arrivati in città per onorare con lo sport la memoria delle vittime del Morandi è stata alimentata da un’organizzazione non all’altezza dell’evento: poche informazioni, pochi wc sul percorso, scarsità dei punti ristoro, da molti peraltro giudicati anche non all’altezza dello sforzo fisico, indicazioni sbagliate, ritardi: “Ciliegina sulla torta passerella 43esimo chilometro (quello che avrebbe portato a Certosa, ndr) inesistente come peraltro il ristoro finale quattro frollini comperati in fretta e furia al primo supermercato – scrive un partecipante sul sito Podisti.net – Mi spiace ma a queste condizioni non ci sto, meglio non cercare di organizzare certe manifestazioni se non si è capaci, limitatevi a tornei di calciobalilla magari in qualche parrocchia che è meglio”.

“Non ci risulta che questa disorganizzazione ci sia stata nel riscuotere le somme per la partecipazione così come quelle degli sponsor – scrive sempre il Diccap Genova – In questo caso non ci sono state lamentele”. Insomma, un pasticcio: un grande evento, la cui promozione è stata incentrata sulla memoria delle vittime della tragedia del Morandi, e che ha fatto buoni incassi, a quanto pare, ma che poi si è rilevato un mezzo pacco, non all’altezza delle aspettative e del bagaglio emotivo che la città si porta con sé su certi temi. Per usare le parole di un podista: “Quella che doveva rivelarsi una festa si è solo rilevata una squallida presa in giro”. Per tutta la città.