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Edilizia ancora in crisi, Delle Piane (Ance): “Investimenti dimezzati in 10 anni, ripartire da Ponte Morandi”

"Siamo passati da 620 bandi pubblicati nel 2008 per 1,5 miliardi di euro banditi a 500 gare nel 2017 per un corrispondente valore di circa 1 miliardo di euro", dice il presidente dell'associazione

Genova. “Un Paese che investe poco e che, oltretutto, disperde nella palude dell’immobilismo burocratico le già misere risorse messe a bilancio, è un Paese il cui triste destino è sin troppo facile da prevedere”. Filippo Delle Piane, presidente Ance Genova, inizia così la sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. Una relazione che parte da numeri drammatici per un comparto che non è ancora uscito dalla crisi.

lavori cantiere bolzaneto

“Negli ultimi 10 anni gli investimenti in costruzioni sono calati di oltre il 50% – spiega – determinando un deficit infrastrutturale di oltre 84 miliardi di euro. La Liguria ha visto uscire dal mercato circa 2.560 imprese di costruzione (-13,2%) e gli occupati del settore dall’inizio della crisi alla metà del 2018 sono diminuiti di 9.000 unità, per una flessione in termini percentuali del 16,7%. D’altro canto, tra il 2008 ed il 2017, il valore del mercato ligure dei lavori pubblici ha subito una flessione del 20% nel numero e del 30% nell’importo posto in gara.

“Siamo passati da 620 bandi pubblicati nel 2008 per 1,5 miliardi di euro banditi a 500 gare nel 2017 per un corrispondente valore di circa 1 miliardo di euro; i permessi di costruire per nuove abitazioni e ampliamenti da 3.243 a 621. In costante discesa è risultato anche il flusso dei nuovi finanziamenti per investimenti in edilizia residenziale (dai 413,4 milioni di euro nel 2007 agli 81,1 del 2017), mentre quelli per l’edilizia non residenziale, pur avendo registrato un timido incremento nell’ultimo biennio, restano fermi a valori di gran lunga inferiori a quelli di 10 anni prima”.

“Abbiamo bisogno che questo Paese ricominci a investire su se stesso – dice Delle Piane – sulle proprie infrastrutture, sulla rigenerazione del proprio patrimonio costruito. Non possiamo andare avanti con la politica dei no. Oggi lo vogliamo ribadire con forza”. Un appello rivolto non tanto alle istituzioni locali, che: “Tanto hanno fatto in questi mesi dopo il crollo di ponte Morandi, lavorando insieme e dimostrando che la buona politica esiste e che può fare cose straordinarie, quanto a quelle nazionali, che ogni tanto ci fanno avere la brutta sensazione che questo Paese non voglia guardare al proprio futuro”.

“Genova, come spesso è capitato nella sua storia, può essere un’avanguardia, un modello, un punto dal quale cominciare un approccio diverso – ha concluso Filippo Delle Piane – la tragedia del ponte sul Polcevera deve essere il punto dal quale ripartire. Il crollo dell’infrastruttura ci ha permesso di capire veramente quale fosse la carenza di collegamenti che il porto della pianura padana ha. Ci ha anche permesso di capire quanto sia carente la manutenzione del costruito e quali drammatiche conseguenze possono verificarsi. Quell’area può e deve diventare la start up dei processi di rigenerazione di cui tanto parliamo. Deve diventare il simbolo della capacità di reagire e di guardare al futuro”.