Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Demolizione ponte Morandi, domani il taglio del nastro “a tutti i costi”. Le aziende passano da 11 a 5

Bucci rinvia di un paio d'ore il briefing con i giornalisti. Si attende anche il via libera del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli

Genova. Dopo una settimana di sostanziale silenzio stampa tutti aspettavano che alle 17 di oggi il sindaco-commissario Marco Bucci svelasse ai cronisti a cui aveva dato appuntamento, a margine di un convegno in centro città, gli ultimi sviluppi dell’assegnazione dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte di Genova.

Così non è stato. E nonostante un comunicato stampa annunci per domani alle 11.30 una sorta di taglio dl nastro – l’avvio dei cantieri per le opere propedeutiche alla demolizione – ai varchi della zona rossa (ci saranno Bucci, Toti e il viceministro Rixi), l’impressione è che la negoziazione sia ancora in alto mare, ma che comunque si voglia fare un’inaugurazione a tutti i costi. Un altro ostacolo alla definizione dei decreti è l’atteso via libera del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Nel frattempo, i nodi, almeno per quanto riguarda la demolizione, si sono sciolti. Ne parliamo in questo articolo. E sì, l’attesa era dovuta al via libera del Mit.

Bucci, arrivato al convegno, ha chiesto di aspettare ancora un paio d’ore. Indiscrezioni parlavano di un accordo non ancora arrivato tra le aziende coinvolte nel piano di smantellamento del viadotto. Alla fine l’intesa era stata raggiunta ma con un dimezzamento delle imprese coinvolte. Dall’elenco sono sparite le genovesi Carena ed Ecoeridania.

Intanto anche l’affidamento della ricostruzione è tutt’altro che chiuso, anche se in posizione privilegiata ci sarebbero Salini Impregilo, con Fincantieri e Italferr e l’idea di ponte ispirata a Renzo Piano.