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Un natale speciale

Da Mosul a Genova, il cuore del piccolo Hussein batte grazie al crowdfunding

Un ingegnere modenese ha organizzato la raccolta fondi per lo sfortunato 12enne

ospedale Gaslini

Genova. E” sopravvissuto alla barbarie dell’Isis e poi alla guerra civile. Però stavolta, a minacciarlo, c’era una grave malattia che aveva fin dalla nascita. E con la quale è difficile sopravvivere tra le macerie delle stanze degli ospedali a Mosul, in Iraq. Ma Hussein, un ragazzino iracheno di 12 anni, affetto da stenosi sottovalvolare al cuore, ora è al sicuro in Italia, dove passerà questo Natale assistito dai medici.

Ad accoglierlo è stato l’ospedale Gaslini di Genova, in cui è stato sottoposto da qualche giorno ad un delicato intervento durato otto ore. A salvargli la vita è stata un’iniziativa di crowdfunding sociale promossa da Maurizio Nesti, un ingegnere modenese che ha conosciuto Hussein e suo padre, un idraulico, durante i lavori in Iraq per la ricostruzione della diga di Mosul.

E’ stato proprio Nesti ad anticipare il preventivo, ventimila euro, senza il quale il piccolo non avrebbe potuto ottenere il riconoscimento del visto rilasciato dal consolato italiano per poter andar via dal suo Paese. Ma per mesi le procedure di sicurezza e gli intoppi burocratici hanno ostacolato il viaggio di Hussein e del padre per l’Italia, con partenze annullate e poi riprogrammate. Una battaglia vinta dopo una serie di tentativi in cui si erano arrese persino Ong e Onlus. Adesso il prossimo obiettivo è riuscire a raggiungere la somma che riesca a coprire gli oltre trentamila euro necessari per l’operazione e la riabilitazione, attraverso il tam tam della solidarietà.

Dopo l’intervento al Gaslini, Hussein resterà in Italia assieme al padre in convalescenza in Italia per diverse settimane. A Mosul, ad aspettare speranzosi il loro ritorno ci sono la madre e altri cinque fratellini, gli stessi che ora giocano in quel cortile che alcuni mesi fa era presidiato dai miliziani dell’Isis. Per chi è sopravvissuto alla furia cieca delle guerre di religione, la vita continua. E senza più defibrillatore.

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