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Crollo ponte, il comitato di familiari delle vittime: “Applicare la legge Viareggio, contributi dallo Stato subito”

Nadia Possetti, parente della famiglia di Pinerolo distrutta nel crollo, parla anche a titolo personale: "Non accettiamo i risarcimenti anticipati di Autostrade, vogliamo essere parte del processo"

Genova. “Chiederemo al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di applicare al nostro caso la legge Viareggio in modo da poter avere un contributo da parte dello Stato per affrontare questi difficili mesi e anche la fase processuale, se poi arriveranno i risarcimenti restituiremo i soldi alle casse pubbliche”. A parlare all’uscita dell’udienza dell’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi è Nadia Possetti, parente della famiglia di Pinerolo (Claudia Possetti, i figli Camilla e Manuele e il marito Andrea Vittone) e che, insieme alla sorella Egle ha costituito il primo comitato dei familiari delle vittime del crollo del 14 agosto.

“Per ora siamo una decina, il nostro obbiettivo è tenere accesa l’attenzione sulla tragedia che ha toccato le nostre famiglie”. Il comitato chiede l’applicazione della legge 106 del 2010. “Alcune delle vittime erano capofamiglia, con più figli, oggi i loro cari sono in estrema difficoltà”. Altra richiesta al ministro della Giustizia è stata quella che si faccia il possibile per evitare la prescrizione. Sul fronte personale, la famiglia Possetti vuole andare avanti come parte civile al processo.

“Parliamo solo per il nostro caso – precisa la donna – ma non abbiamo intenzione di accettare i soldi di Autostrade in maniera preventiva e di rinunciare a costituirci parte civile, noi seguiamo la nostra strada”.

Autostrade per l’Italia ha stanziato 50 milioni peri familiari delle vittime, con transazioni che finora hanno riscosso l’interesse di circa la metà degli aventi diritto, che sarebbero oltre 300 persone. I risarcimenti vanno dai 150 ai 300 mila euro a persona ma comportano la rinuncia a proseguire per vie legali.