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Carige, dopo l’aumento abortito si teme il ritorno sui mercati. La parola torna alla Bce (e ai clienti)

Francoforte ci aveva creduto, ma adesso potrebbe tornare a chiedere conto dello stato patrimoniale della banca

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Genova. Se avete ansia per il fatto che domani, al rientro dalla due giorni di festa, dovrete fare i conti con la bilancia e gli arretrati al lavoro, pensate che c’è chi vive peggio il ritorno alla quotidianità. Carige, dopo la bufera dei giorni scorsi, è attesa a una prova dei mercati che potrebbe essere davvero violenta. Il titolo parte da 0,0016 euro (diminuito dell’80% dall’inizio del 2017).

La decisione del maggiore azionista, il gruppo Malacalza, al 27,5%, di bloccare il rafforzamento patrimoniale da 400 milioni di euro in attesa di febbraio, per conoscere il piano industriale, non solo ha fatto scattare le dimissioni della vicepresidente del cda Lucrezia Reichlin e del consigliere Raffaele Mincione, ma ha messo in dubbio la possibilità di ultimare il piano di risanamento, basato anche sull’aumento di capitale da 400 milioni appunto.

Il presidente Pietro Modiano e l’amministratore delegato Fabio Innocenzi, come hanno annunciato con una nota domenica sera, riferiranno alle autorità, e questo significa Banca centrale europea e Bankitalia, gli esiti dell’assemblea di sabato scorso. Francoforte aveva creduto davvero nella possibilità di Carige di rinsaldare i suoi conti, forse anche per via dell’orizzonte di aggregazione (sempre più inevitabile), tanto che aveva concesso un’estensione a fine 2019 per conseguire l’osservanza dei requisiti patrimoniali. E se è vero che, per raggiungere quell’obbiettivo, è comunque in ballo il bond da 320 milioni sostenuto dal fondo interbancario di garanzia, è vero anche che all’appello manca l’aumento di capitale.

Ma a questo proposito, l’altro fronte caldo è quello dei clienti. Il bond, che avrebbe dovuto essere rimborsato con i 400 milioni dell’aumento, doveva pagare una cedola annua del 13%. Saltata la ricapitalizzazione, l’aumento della rischiosità dell’obbligazione fa salire il suo rendimento annuo al 16%. Carige dovrà pagare in un anno interessi per oltre 50 milioni. Anche i correntisti iniziano a essere apprensivi anche se, persino nel caso peggiore, quello del bail in ,a partecipare alle perdite sarebber, nell’ordine, azionisti, obbligazionisti, obbligazionisti subordinati e correntisti con oltre 100 mila euro. In sostanza, la Bce adesso potrebbe costringere la banca a fare qualcosa.

Intanto la situazione mette in allarme l’associazione dei piccoli azionisti che hanno inoltrato due lettere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedere di intervenire nella vicenda. Ma a parte le prese di posizione, il timore che Carige possa essere l’ennesima banca ad affrontare una seria crisi oggi è più concreto che mai.