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Braccio meccanico al lavoro, al via le prime demolizioni sotto i monconi del Morandi. Bucci: “Non è solo qualcosa di simbolico”

Giù una palazzina ex Amiu. Sui dubbi sollevati dalla procura, il sindaco e Toti si mostrano sereni: "Finora collaborazione e lavoro nel rispetto delle esigenze"

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Genova. E’ in azione dalle 8 di questa mattina, nell’area di cantiere degli spazi ex Amiu, sotto il moncone ovest di ponte Morandi, il braccio meccanico di Omini, una delle aziende coinvolte nella demolizione di ponte Morandi, per alcune delle opere propedeutiche allo smantellamento del viadotto. Un operoso mostro verde che sta sventrando, per poi abbatterla, una palazzina utilizzata un tempo dell’azienda municipalizzata dei rifiuti. Alle 8e30, orario dell’appuntamento con tv e fotografi, la ruspa ha iniziato a buttare giù i mattoni in cemento e il tetto del manufatto numero 1.

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“Non è solo qualcosa di simbolico – ha detto il sindaco-commissario Marco Bucci – questi lavori sono qualcosa di molto concreto”. Ad ogni modo, non è ancora la vera e propria demolizione del viadotto, per cui bisognerà attendere almeno – almeno – un paio di settimane, ma è la prima opera di dismissione. Un secondo edificio, che la stessa Amiu deve ancora svuotare, sarà demolito nella prima settimana di gennaio.

Sui tempi di demolizione e ricostruzione, oggi, dalle pagine del SecoloXIX il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha espresso dubbi rispetto al cronoprogramma fornito da Bucci (inizio ricostruzione entro fine marzo 2019, fine lavori a Natale 2019, collaudo e utilizzo a primavera 2020). Cozzi ha anche ricordato che per la demolizione della parte est non esiste un progetto ben delineato. “Le aziende stanno lavorando sui dettagli – risponde Bucci – in pochi giorni produrranno il materiale richiesto, penso che quella della procura sia una richiesta valida e un buon segnale, perché continuiamo a parlarci, rispettando esigenze di tutti, come abbiamo fatto negli ultimi quattro mesi”.

Anche il presidente della Regione Giovanni Toti, con il sindaco all’inaugurazione della riaperta via Perlasca, è ottimista: “Credo che ci siano tutte le condizioni per rispettare i tempi che ci siamo dati – dice – il rapporto con la procura è stato sempre improntato alla massima lealtà ed è vero che, come il cantiere attorno a questo ponte, anche il lavoro dei pm è molto complesso, ma per ora tutto quello che avevamo promesso è accaduto nei tempi stabiliti, e la fine lavori a Natale 2019 è un qualcosa a portata di mano“.

Il cantiere della demolizione è stato inaugurato sabato, con l’arrivo dei mezzi delle aziende impiegate nella demolizione, oltre a Omini, Ireos, Vernazza, Fagioli e altre, ma i lavori veri sono iniziati lunedì dopo l’autorizzazione della procura. Oltre ai due edifici ex Amiu, come opera propedeutica alla demolizione del ponte, ci sarà da radere al suolo una cisterna. Le tre strutture si trovano esattamente sotto l’impronta del moncone del viadotto.

E i detriti? Dove finiranno? Sono già state stabilite le aree di smaltimento? “Sì, sappiamo dove metterli – assicura Marco Bucci – ma i detriti prima dovranno essere visti dai tecnici della procura che diranno se dovranno essere conservati o smaltiti, posso anticipare però che abbiamo molte opzioni “intelligenti”, gran parte dei detriti potranno essere riutilizzati per altri interventi in area, vicino a dove saranno prodotti”.