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Balletto for dummies: non è Natale senza lo Schiaccianoci al Teatro Carlo Felice evento

Uno dei classici del balletto in scena dal 20 al 23 dicembre

Genova. Il più classico dei classici. Non è veramente Natale senza il titolo che mette d’accordo grandi e piccini. Un balletto che è amatissimo sin dalla sua prima rappresentazione: il 5 dicembre 1892 a San Pietroburgo. La musica è stata composta da Pëtr Il’ič Ĉajkovskij, la prima coreografia è stata ideata da Lev Ivanov con Marius Petipa.

Inutile focalizzarsi su pas de deux (passo a due) e altri termini più tecnici: la storia, la musica e l’atmosfera conquisteranno anche lo spettatore più freddo. Il vantaggio, rispetto alle opere, è che i balletti durano meno, in questo caso 2 ore e 15 compreso l’intervallo. Per chi teme la palpebra calante questa è un’ottima soluzione.

Dal 20 al 23 dicembre (20/12 ore 20; 21/12 ore 15.30 e ore 20; 22/12 ore 15.30 e ore 20; 23/12 ore 15.30) al Teatro Carlo Felice vedremo l’opera nella versione di Yuri Grigorovich (rappresentata per la prima volta al Bolšoi di Mosca il 12 marzo 1966), portata in scena dal balletto del Teatro Astana Opera, che ormai lo ha in repertorio dal Natale 2014.

Per fare un paragone calcistico, possiamo dire che Grigorovich (91 anni nel 2018) sia il Pelè dei coreografi contemporanei, essendo stato per 30 anni il creatore del repertorio del Bolšoi, dando vita al mito della scuola russa e dei solisti acclamati ovunque.

La storia: Ispirata al racconto “Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann (1816)”, nella versione edulcorata di Alexandre Dumas padre, Storia di uno schiaccianoci (1845).

È la sera della vigilia di Natale: fra i regali che la piccola Clara trova sotto l’albero c’è uno schiaccianoci a forma di soldatino. Dopo una sera di festa e balli, la piccola si addormenta e sogna di una miriade di topi che tentano di rubarle il suo regalo. Lo schiaccianoci si anima e danzerà con lei, sconfiggendo l’esercito dei topi. I due entrano nel regno dei dolci, incontrano la fata confetto e assistono a una serie di danze provenienti da diversi paesi del mondo. Il balletto si conclude con un valzer meraviglioso.

I brani famosi: indubbiamente le cosiddette danze di divertissement (danze caratteristiche o di puro virtuosismo, che in sostanza non hanno nessun legame con il contesto dell’opera, inserite per dimostrare il talento dei ballerini o di gruppi di danzatori) ispirate alle danze tradizionali spagnole, arabe, cinesi e russe.

Qui una versione del Royal Ballet con un tempo particolarmente lento (vedremo come sarà la proposta dei direttori d’orchestra Arman Urasgaliyev e Abzal Mukhitdinov) del divertissement più famoso: la danza russa

Famosissimo il finale, con il valzer dei fiori. Qui nella versione proprio di Grigorovich, risalente al 1989

In poltrona potrete godervi dei virtuosismi faticosissimi sempre eseguiti con grande leggerezza e col sorriso sulle labbra.