Ponte morandi

Autostrade acquisisce aree di 5 aziende in zona rossa come sostegno per la ripresa, ma Lamparelli non riaprirà

Dalla struttura commissariale fanno sapere che tutte le aree non acquisite direttamente entro il 20 dicembre, saranno comunque espropriate

Genova. Nessun colpo di mano, ma una procedura che era nell’aria da tempo, proprio con l’obiettivo di dare respiro alle aziende pesantemente danneggiate dal crollo del ponte Morandi. Autostrade ha concluso un accordo di acquisizione dei terreni su cui si concentravano le attività di Acremoni, Garbarino, Ferrometal, Lamparelli-Venturi, Varani Francesco.

L’azienda ha dato la propria versione: “Lo facciamo per sostenere le aziende nel tentativo di rimanere aperte e per supportare l’occupazione, non per intralciare i lavori”.

Dalla struttura commissariale fanno sapere che tutte le aree non acquisite direttamente entro il 20 dicembre, saranno comunque espropriate.

A sentire i dipendenti delle aziende, intanto, non si percepisce grande sorpresa. “Il fatto che Autostrade potesse acquisire le aree era nell’aria già da tempo, specialmente quelle delle aziende che erano interessate a riaprire altrove”, dice Marco Trucco, presidente del comitato lavoratori Zona rossa, 19 tra operai e responsabili vendita licenziati, senza stipendio né indennizzi o ammortizzatori sociali. Tra loro anche i 6 dipendenti di Lamparelli che, però, non riaprirà i battenti. Ancora da capire, quindi, il profilo con cui Aspi ha acquisito le aree dell’autorimessa (Venturi e Lamparelli sono di fatto la stessa cosa). Il fatto che proprio in quel punto potrebbe sorgere uno dei piloni del ponte, lascia aperto più di un interrogativo.

Altro discorso per Varani Francesco e Acremoni, che già stavano valutando, ancora prima del crollo del ponte, un trasloco in basso Piemonte. Ferrometal troverà probabilmente delle aree in porto, più ampie di quelle attuali sotto il ponte, e non è escluso che possa addirittura ampliare l’organico. Garbarino si trasferirà a valle e riprenderà le attività il 2 gennaio.

Da Autostrade per l’Italia intanto fanno sapere di aver portato avanti nelle scorse settimane un’attività di supporto alle principali imprese presenti nella zona rossa con l’obiettivo di supportarne la ripresa delle attività produttive e il mantenimento dell’occupazione. Si tratta di imprese che hanno sottoscritto un impegno alla tutela dei livelli occupazionali. In particolare, sono state fornite alcune risorse  per compensare gli effetti della “business interruption” per diversi mesi, consentendo a queste imprese di pagare i propri dipendenti, di ricomprare i macchinari distrutti e di riavviare così le proprie attività. In alcuni casi sono state anche messe a disposizione risorse per la ricollocazione in zone limitrofe di alcune attività produttive (Aspi ha anche rilevato alcuni capannoni e terreni non più utilizzabili, ovviamente basandosi sugli importi al mq stabiliti dal DL Genova per i futuri espropri). Questa attività ha consentito alle imprese della zona rossa di avere immediatamente a disposizione risorse economiche, che infatti sono state già liquidate da Aspi per un totale di circa 20 mln di euro. Nelle more della definizione degli atti, Aspi aveva già fornito anticipi alle imprese che ne avevano fatto richiesta. Inoltre questa attività accelera e semplifica gli espropri di queste aree, in quanto il Commissario si rapporterà con 1 sola azienda e non con 6 (e sarà poi la stessa Aspi a dover fornire al Commissario le risorse necessarie per gli espropri stessi).

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