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Vendita farmacie comunali, la giunta Bucci promette più tutele ai dipendenti e la maggioranza si ricompatta

Il testo sarà portato in consiglio comunale per il via libera definitivo tra due sedute, amaro in bocca per i sindacati

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Genova. Ricomposte le fratture in maggioranza, la commissione consiliare che si è svolta oggi in Comune a Genova per discutere la delibera di privatizzazione delle farmacie comunali, ha licenziato il documento che, quindi, sarà portato in consiglio comunale, non nella prossima seduta ma in quella dopo. La giunta Bucci procede nell’intenzione di vendere le otto farmacie pubbliche per una cifra che si aggira sui 10 milioni. Anche oggi in commissione le critiche dei sindacati, ancora preoccupati per il destino dei 43 lavoratori.

La giunta, come spiegato dall’assessore ai Servizi civici Matteo Campora, e come già anticipato dal sindaco Marco Bucci nell’incontro di martedì scorso con lavoratori e sindacati, si impegna a stabilizzare i dipendenti delle farmacie a tempo determinato entro il 31 dicembre e a far modificare la delibera di vendita in modo che la clausola sociale, che garantisce i livelli occupazionali, sia estesa da tre a cinque anni.

Tra le modifiche annunciate anche l’applicazione di fideiussione da 150 mila euro, da versare da parte dell’acquirente, ogni volta che dovesse non rispettare i patti. I sindacati temono che se le farmacie saranno acquistate in blocco da una multinazionale c’è il rischio che possano rimetterle in vendita a terzi e che quindi decadano le varie tutele. Durante le passate commissioni i gruppi di maggioranza Fratelli D’Italia e Noi con l’Italia avevano espresso contrarietà alla vendita. Oggi, del centrodestra, solo Luigi Grillo (Forza Italia) ha criticato che il documento proposto non fosse quello definitivo. Con lui gli esponenti dell’opposizione, Alessandro Terrile (Pd), Gianni Crivello (Lista Crivello) e Paolo Putti (Chiamami Genova).