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Vendita delle farmacie comunali, protesta a Tursi: “Sicuri che i privati terranno aperto nei festivi?”

Insieme all'Rsu delle farmacie quelle di altre partecipate, i 43 dipendenti temono che i loro contratti siano a rischio. Ma la giunta Bucci dovrà fare i conti con la propria maggioranza

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Genova. Protesta in via Garibaldi, davanti al palazzo del Comune di Genova e poi durante la seduta del consiglio di oggi per i dipendenti e le rsu delle farmacie comunali che la giunta Bucci ha intenzione di mettere in vendita in blocco. Sono presenti i lavoratori di altre partecipate, Amt, Amiu e Aster, per solidarietà ma anche per condividere la preoccupazione legata alla cessione ai privati.

“Le farmacie – spiega Aurelia Buzzo, Filcams Cgil – sono un’azienda che fa profitto, il timore è che il Comune possa utilizzare questa operazione come testa d’ariete per privatizzare altre società o parti di esse”. Le farmacie comunali genovesi sono 8, i dipendenti, quasi tutte donne, sono 43. “Per loro si prospetta un contratto peggiorativo con clausole sociali che non le tutelano davvero – continua Buzzo – inoltre i direttori e gli amministrativi sono a rischio perché i loro ruoli potrebbero essere coperti da personale delle nuove aziende private”.

La giunta Bucci vorrebbe mettere a punto e sottoporre al consiglio comunale la delibera sulla vendita nelle prossime settimane ma nel corso della commissione consiliare sul tema della scorsa settimana è emerso che anche molti esponenti della maggioranza sono contrari alla privatizzazione. I lavoratori delle farmacie proseguono con lo stato di agitazione.

“C’è anche la questione del servizio al cittadino – sottolineano i sindacati – siamo sicuri che un’azienda privata sia disposta a tenere aperto nei giorni festivi?”