Per molti ma non per tutti

Tutti sappiamo che venerdì scatta il Black Friday, ma c’è chi dice “no” a svendite e deroghe al doppio prezzo

Moltissime attività, da quelle di vicinato alle grandi catene, aderiscono all'iniziativa. Si allarga però la fronda critica dei #negozietti. C'entrano l'orgoglio indipendente e la regola del doppio prezzo

Genova. Anche a Genova sta per arrivare il “black friday”: venerdì 23 novembre, in contemporanea mondiale, Federmoda Confcommercio Genova, con il patrocinio del Comune di Genova promuove “un’intera giornata dedicata allo shopping, con sconti eccezionali nei punti vendita aderenti”, si legge nel comunicato dell’associazione di categoria.

I negozi che aderiranno all’iniziativa saranno identificabili grazie a un logo nero e oro, che caratterizzerà anche le bag dedicate all’evento e saranno presenti sulla pagina Facebook Genova Black Friday e sul sito Confcommercio Genova. “Questo evento rientra fra le tantissime iniziative che Federmoda Confcommercio Genova mette in campo,
insieme al Comune, per animare il commercio e la nostra città – dice Gianni Prazzoli, presidente
Federmoda Confcommercio Genova – esiste e resiste una base solida di negozi di qualità che animano le vie cittadine e che meritano di essere sostenuti e incentivati attraverso eventi mirati allo shopping”.

Questo sarà il logo dell’iniziativa, diffusa anche attraverso gli schermi dei cinema del Circuito Cinema Genova.

Iniziativa, però, che non convince tutti. Ad esempio una fronda, crescente, di #negozietti – l’hashtag è quello che hanno scelto per identificarsi – contrari sia alla pratica del Black Friday, considerato un evento che favorisce soprattutto le grandi catene e le vendite on line, sia al fatto che chi aderisce al Black Friday (a Genova ma non solo) può avere una deroga all’esposizione del doppio prezzo, ossia al regolamento che norma le altre vendite promozionali. I #negozietti promotori della campagna sono Oimemì, Vezza Boutique, Paccottiglia, Le amiche di Chicca e Ogigioielli.

Non solo. I negozi che vogliano aderire al Black Friday sono tenuti a versare un contributo di 100 euro (70 se fatto attraverso i civ, 50 per ogni negozio dal secondo in poi di una stessa catena) per avere, appunto, il logo BF e la possibilità di deroga al doppio prezzo.

“A Genova ci sono ancora nuovi e vecchi #negozietti orgogliosamente piccoli e indipendenti – si legge in un comunicato – sono negozietti legati alla storia della città in cui vivono, dove non c’è nulla da svendere non per la tradizionale avarizia ma perché non hanno nulla che si svaluti. Tutto ciò che ospitano è frutto di passione e lavoro veri. Il black friday non è un regalo per te, il black friday (con relativa deroga all’obbligo dei doppi prezzi) è l’ennesimo regalo alla grande distribuzione. Sconti finti per merce senza valore e senza storia (e quando una storia c’è, è quasi sempre una storia di sfruttamento). Comprate meno, ma comprate meglio: i #negozietti vi offrono il lusso della curiosità e della consapevolezza“.

Il punto è che se in una piccola vetrina con pochi oggetti esposti un cittadino avrà ben presente quale fosse la cifra da pagare, ad esempio per un maglione, e quella scontata, ciò sarà invece più difficile per i grandi esercizi. Inoltre far scattare il Black Friday così vicino al periodo natalizio rischia di essere un boomerang per le attività più “piccole” e che, a partire da queste settimane, iniziano a fare il grosso degli affari proprio con lo shopping natalizio.

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