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Trasloco sfollati del Morandi, dopo l’allerta parte il secondo turno ma c’è chi ha “abbandonato” i suoi oggetti in magazzino

Gli stalli a disposizione al centro Bic andavano liberati entro 10 giorni e ora non c'è spazio per il materiale del "secondo giro" di rientri. E scoppia il caso 50 scatole

Genova. Primo turno, andato. Oggi avrebbe dovuto iniziare il secondo, ma le operazioni di rientro “lampo” per gli sfollati di ponte Morandi sono state sospese a causa dell’allerta gialla che prosegue anche nella giornata di domani. “Quasi la totalità delle famiglie ha chiesto di poter rientrare per un secondo turno – spiega il presidente del comitato di sfollati Franco Ravera – perché nessuno ha potuto recuperare tutto quello che avrebbe voluto”.

Oltre al rallentamento delle operazioni dovuto al maltempo – ma che ci sarebbe stato uno stop in caso di allerta era conditio sine qua non fin dall’inizio – sono venuti alla luce alcuni problemi “logistici”.

Nel magazzino Bic, situato sulla sponda opposta del torrente Polcevera rispetto a via Porro e via Campasso, una quarantina di famiglie (su un totale di 261) non ha ancora provveduto a liberare gli stalli dove sono state immagazzinate le cose – abbigliamento, oggetti, piccoli arredi ed elettrodomestici – e che sono stati concessi gratuitamente per un massimo di 10 giorni. La questione è emersa durante un incontro avvenuto ieri tra comitato degli sfollati e vigili del fuoco. “La mancanza di spazio pregiudica anche l’organizzazione del secondo turno – fa notare Ravera – quindi abbiamo stabilito che chi non si mette in regola non potrà accedere una seconda volta”.

L’altro problema è relativo alle scatole utilizzate. Sono 50 quelle messe a disposizione di ciascun nucleo familiare. Tuttavia solo negli ultimi giorni i residenti si sono resi conto che si trattava di una disposizione una tantum e che quindi le scatole dovranno bastare anche per un secondo e – se ci sarà – un terzo giro. Ad alcuni sfollati la necessità di acquisto ha creato una certa mal disposizione. Nelle settimane prima dei rientri c’erano state anche delle raccolte di solidarietà relative a sacchi e altri contenitori che potessero essere utili ai semi-traslochi, ma anche quel materiale è andato presto esaurito.