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Ripensare ponte Morandi, tra marketing e memoria ecco l’idea di un mago dell’illuminazione

Romano Baratta, artista specializzato in light design, propone un viadotto le cui luci indichino i livelli di inquinamento e che di notte rappresenti il vecchio ponte come un ologramma

Genova. Indubbiamente sono molti i professionisti nei vari ambiti dell’edilizia che, dal crollo di ponte Morandi, hanno approfittato della ribalta offerta dalla tragedia per proporre idee e fare un po’ di autopromozione. Dai viadotti più fantasiosi, alle ipotesi di demolizione, fino alla realizzazione di interi nuovi quartieri. Romano Baratta, giovane artista pugliese specializzato in light design, ha pensato a una particolare illuminazione per il futuro ponte di Genova.

“Semplice, evocativa e comunicativa – spiega in un comunicato stampa dal denso contenuto di marketing – sarà un intervento ibrido tra light art e lighting design, un nuovo skyline notturno di livello internazionale, un monumento leggero –continua Romano Baratta- per non appesantire ulteriormente l’anima di una città gravemente colpita”.

All’espressione “un monumento di luce che silentemente grida al mondo”, forse è il caso di passare alla descrizione del progetto.

Baratta ha pensato a un’illuminazione che da un lato informa sul livello di qualità dell’aria, “un ponte che smista e riduce il traffico, non può annullare l’inquinamento atmosferico – spiega -, ma può essere capace di informare la cittadinanza sul livello di bontà dell’aria”. Il ponte dunque fino alle 24 sarà un rilevatore dell’inquinamento dell’aria. Luce azzurra per l’aria pulita. Luce gialla per l’aria mediocre. Luce rossa per l’aria inquinata. Dalla mezzanotte si attiverà il ricordo. I piloni e gli stralli del vecchio Morandi si manifesteranno come ologrammi con la luce per rievocare la loro presenza fisica.