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Riparazioni navali, il Tar respinge il ricorso degli ambientalisti sulle cause dell’inquinamento

Che sì, c'è, ma non è provocato solo da queste attività portuali. E il comitato Sìbluprint grida vittoria

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Genova. L’aria è inquinata, è vero, ma non è colpa solo delle riparazioni navali. Questo in soldoni il succo della sentenza del Tar che ha deciso di respingere il ricorso presentato dagli ambientalisti.

Le attività dell’area delle riparazioni navali non possono essere considerate uniche responsabili dell’inquinamento diffuso nella zona di Carignano come sostenuto dall’associazione Verdi Ambiente e Società-Vas, in cui chiedevano al ministero dell’Ambiente di “accertare l’impatto sull’ambiente e la salute dei cittadini dell’attuale ubicazione dell’area riparazioni navali del porto di Genova” e di “valutare l’incremento dell’inquinamento che potrebbe derivare dall’ampliamento del comparto delle riparazioni navali nella zona ove è attualmente ubicato il porticciolo Duca degli Abruzzi”, cioè l’area dove si trova lo Yacht club.

Il Tar sottolinea che, come riportato nella relazione dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, se nelle rilevazioni della qualità dell’aria effettuate dall’Arpal sei stazioni di monitoraggio nella parte centro-orientale del territorio cittadino “hanno fatto registrare il superamento del limite sulla media annuale per il biossido di azoto e del valore obiettivo per l’ozono” non sono stati rilevati, invece, superamenti per inquinanti direttamente associabili “all’attività di demolizione e riciclaggio delle navi”.

Grida vittoria il Comitato Sìblueprint, che nasce a favore del nuovo progetto del waterfront che include anche le riparazioni navali: “Potremmo dire lo avevamo detto? In realtà lo avevamo ben compreso leggendo le relazioni tecniche effettuate a suo tempo durante la demolizione della Concordia e quindi nel pieno dell’attività delle riparazioni navali, con l’elettrificazione delle banchine già avviata, vi è da aggiungere che le navi in riparazione restano per lo più a motori spenti; pertanto le immissioni caleranno ulteriormente rispetto agli anni passati, man mano che si diffonderà questa buona pratica e ricordiamo che ci sono normative severe sia in termini di sicurezza sul lavoro che ambientali dettate anche dall’Unione Europea e che devono essere rispettate”.