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Parco di Portofino e la pista dello scandalo. Carabinieri forestali indagano su cantiere senza nome fotogallery

Poca chiarezza sulla struttura in costruzione sui sentieri. "Solito ambientalismo castrante e ipocrita" la replica di Giovanni Toti

Genova. Un cantiere senza nome, senza la gerenza prevista dalla legge, che sta installando una pista sopraelevata tra i sentieri del Parco di Portofino. Dopo la denuncia di Italia Nostra, arriva l’indagine dei carabinieri forestali.

Una struttura enigmatica, non per la finalità, ma per genesi e funzionalità: secondo alcune fonti il committente sarebbe il Comune di Portofino, anche se il cantiere sorge nel territorio di Santa Margherita, e non sarebbe collegato con l’intervento del genio militare, che nei giorni scorsi ha fatto solo dei rinforzi alla strada di servizio Portofino-Vetta.

Il tratto interessato è quello tra Gave e Mulino del Gassetta, in una strada vicinale di limitata larghezza, parzialmente attrezzata con scale in cemento e per il resto in terra battuta. Per superare un tratto in pendenza, pavimentato con scala in cemento, è stata eretta la ponteggiatura che sopraeleva la “sede stradale” ad oltre 4 metri dal terreno.

Secondo le intenzioni del Comune di Portofino la rampa sopraelevata dovrebbe funzionare, quindi, da pista per moto e scooter dei residenti del borgo in attesa del ripristino della viabilità ordinaria, ma sono molti i dubbi che solleva: la struttura non sembra essere in sicurezza, con tubi innocenti e altezze da luna park, e con un fondo decisamente poco rassicurante.

Nei giorni scorsi era arrivata la denuncia da parte di Italia Nostra, che aveva fatto un sopralluogo, trovando anche gettate di piattaforme di calcestruzzo e denunciando un tentativo di aggirare, grazie all’emergenza, le norme che tutelano quei posti per aprire ad una nuova viabilità, “primo passo per una speculazione”.

E sui social le voci di “favoritismi” e “opportunismi” di quello o di quell’altro iniziano a circolare con forza: secondo le informazioni raccolte dalla stessa Italia Nostra la “strada” sopraelevata servirebbe a permettere ai lavoratori di raggiungere Santa Margherita anche durante mare grosso, ma secondo “la conta” non sarebbero più di cinque o sei persone a doverla utilizzare, come lo stesso sindaco di Portofino ha comunicato ai volontari di Italia Nostra.

Il cantiere, inoltre, risulta sprovvisto di tutte le informazioni obbligatorie per legge: non si sa chi sta eseguendo i lavori, quanto dureranno e quanto costano. Sulla questione stanno indagando i carabinieri forestali.

L’enigma è presto svelato. Dal presidente della Regione Liguria che si scaglia contro Italia Nostra (anche se i lavori sono una partita seguita direttamente dalle amministrazioni comunali del territorio). “C’è chi, come noi – scrive Giovanni Toti su Facebook – è già al lavoro sulla strada per rimediare ai danni, e c’è un ambientalismo ipocrita e castrante capace solo di dire no, anche alle cose più sensate. Un ambientalismo che da decenni fa perdere all’Italia opportunità di progresso, di crescita, di lavoro, e tutto questo senza minimamente riuscire a difendere la nostra bella natura. Ma dov’erano mentre la Liguria e l’Italia venivano devastate? Gli ambientalisti ad ogni costo non si preoccupino: con noi il parco di Portofino resterà il paradiso che è, senza per questo rinunciare al buon senso a cui loro hanno abdicato da anni”, conclude Toti.

(Foto di Italia Nostra e Bruno Ortolani)