Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Nodo ferroviario, Filse anticiperà la cassa integrazione per lavoratori Astaldi

Genova. La Regione Liguria si è impegnata ad anticipare attraverso Filse la cassa integrazione straordinaria per l’ottantina di lavoratori del consorzio Astaldi impegnati nella costruzione del Nodo ferroviario di Genova per i prossimi mesi in attesa che scatti la cassa nazionale.

Il consorzio Astaldi ha chiesto il concordato preventivo fallimentare. I lavori del nodo ferroviario, che doveva essere inaugurato nel 2016, sono fermi al 40% e dal 13 dicembre prossimo ci sarà l’ennesimo ‘stop’ ai cantieri. Perciò i lavoratori hanno sfilato in corteo in centro città verso il Consiglio regionale dove hanno ottenuto un incontro con la conferenza dei capigruppo.

L’intervento per dare da subito un reddito ai lavoratori in difficoltà è stato votato dall’ assemblea attraverso l’ approvazione all’unanimità di un ordine del giorno dopo che i lavori dell’aula erano stato interrotti dalla delegazione di manifestanti presenti sugli spalti al grido di ‘lavoro-lavoro’. L’ordine del giorno impegna la Giunta Toti a “sostenere tutti i processi tra azienda e stazione appaltante affinché riprendano al più presto i lavori del nodo ferroviario, ad attivarsi presso l’Inps affinché l’erogazione della cassa integrazione avvenga nel minor tempo possibile, a chiedere alla stazione appaltante che surroghi Astaldi nell’attivare gli oneri della cassa edile e si velocizzino il più possibile i tempi del concordato e a intervenire sull’Inps perché proceda nel più breve tempo possibile al pagamento dell’indennità di cassa integrazione ordinaria per i 7 lavoratori dell’azienda fornitrice di servizi per conto di Astaldi”.

Si tratta di “un cerotto doveroso, per un qualcosa che merita ben di più – ha detto il governatore ligure Giovanni Toti -. Rischiamo di vivere una reiterazione dell’ errore, i cantieri del Nodo sono già stati affidati una volta, è fallita un’azienda, oggi un’altra azienda nazionale vive un momento di difficoltà, una situazione che si ripercuote su molti cantieri. C’è bisogno di un intervento governativo urgente per riportare i cantieri delle opere pubbliche alla funzionalità. Il secondo anello ferroviario è fondamentale per Genova, un’opera che doveva essere finita nel 2016 e che non vede la luce”.

Questa mattina al termine di un corteo i lavoratori del nodo avevano incontrato i capigruppo proprio per chiedere l’anticipo in caso di cassa integrazione.