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Mareggiata del 29 ottobre, la conta dei danni per gli stabilimenti balneari è già a quota 2,5 milioni

Secondo Claudio Galli, del sindacato di categoria, a salvare Corso Italia (ma non i Lido, i San Nazaro e i Bagni Marina) è stato il ripascimento legato al cantiere dello scolmatore del Fereggiano

Genova. 2,5 milioni di euro già stimati, finora, dai gestori degli stabilimenti balneari genovesi – 35, molti dei quali danneggiati – ma si tratta di una stima provvisoria, che potrebbe aumentare e che spinge gli addetti ai lavori a chiedere una strategia comune per contrastare eventuali future mareggiate potenti come quella del 29 ottobre scorso.

“In corso Italia, se escludiamo i Lido, i San Nazaro e i Bagni Marina – ha spiegato Claudio Galli, responsabile genovese del sindacato balneari, legato ad Ascom – i danni degli altri 9 stabilimenti sono stati complessivamente di 200 mila euro, circa 18 mila euro di media, quindi un rischio d’impresa calcolato e non sconvolgente”.

Galli ha spiegato alla commissione consiliare convocata sul tema dei danni dell’ultima ondata di maltempo. “Quegli stabilimenti sono stati salvati dal fatto che, per i cantieri dello scolmatore del Fereggiano, c’è stato un ripascimento con i materiali di risulta che ha allungato la spiaggia di 11 metri”. Il Lido, ad esempio, ha registrato un danno da almeno 400 mila euro.

Galli ha inoltre illustrato ai consiglieri la situazione di Vesima. “Praticamente distrutta”. La stima di 500 mila euro per i due stabilimenti, tra cui quello comunale Janua, è assolutamente sottostimato.