Tutto distrutto

Maltempo, danni ingentissimi per la Sportiva Sturla: “Non molliamo, ma servono fatti concreti”

La storica società del Levante, che conta 300 atleti agonisti e fa nuotare 300 bambini e centinaia di adulti, chiede aiuto a simpatizzanti e istituzioni

Genova. L’elenco dei danni fatto dal presidente sulla pagina facebook della società è lunghissimo: la piscina piccola spaccata in due e sprofondata in spiaggia, gli spogliatoi distrutti, le caldaie allagate così come le pompe di ricircolo delle acque e del sistema di areazione. Ancora, distrutti tutti i serramenti e venata la pavimentazione della piscina grande che ora piena di detriti e acqua di mare e non è bonificabile.

Sono giorni durissimi per il comitato direttivo così come per i dipendenti della Sportiva Sturla, che ancora la conta completa dei danni la sta facendo ma, spiega, la priorità ora “ottenere nel più breve tempo possibile l’agibilità dell’impianto”. E contare i danni certo. Se grazie alla solidarietà di altri impianti sportivi gli atleti dei corsi agonistici riescono ad andare avanti, non così per quelli amatoriali. E una data di riapertura al momento ancora non c’é.

“La Sportiva Sturla non molla ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti” scrivono ancora su fb.“Lo sforzo economico necessario sarà enorme e pertanto impensabile senza l’aiuto di tutti voi: a partire dai nostri soci in primis, passando dagli sponsor, dal mondo sportivo che ci circonda fino ad arrivare a tutti i simpatizzanti la nostra società che con orgoglio é arrivata a quasi i 100 anni di storia e che nel 2020 vorremmo davvero celebrare insieme”. Saranno organizzati eventi e nel frattempo è stato aperto conto corrente per raccogliere i contributi presso il Credite Agricole (IBAN: IT40E 0603001488000064035682).

Infine la società, che conta 40 dipendenti e consente a migliaia di persone di fare sport ogni giorno dedica un pensiero alle istituzioni “che con i loro rappresentanti si sono susseguiti per constatare la devastazione che abbiamo subito. Abbiamo già detto grazie di cuore per le belle parole ma di pacche sulle spalle e “dai che ce la farete” siamo abbastanza ricchi, ora servono fatti concreti, veloci e molto ben tangibili a cui questa volta non possiamo prescindere”.

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