Spiegato bene

La Regione Marche promette un ricorso contro il decreto Genova, da Tursi invito alla calma: “La città non rischia ritardi”

L'assessore Pietro Piciocchi, avvocato, afferma che è quasi impossibile che un provvedimento di sospensiva blocchi l'applicazione del decreto e rallenti quindi i tempi di demolizione e ricostruzione

Genova. Pietro Piciocchi, assessore al Bilancio del Comune di Genova, delegato ai rapporti con la struttura commissariale per la ricostruzione di ponte Morandi, è certo che il possibile ricorso alla Corte costituzionale annunciato dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli non sia un pericolo per la città colpita dal crollo del viadotto.

“Non ritengo che Genova debba temere la prospettata impugnazione del decreto davanti alla Corte costituzionale – dice Piciocchi – intanto perché la possibilità di chiedere e ottenere la sospensione dell’efficacia del decreto in quella sede è molto remota, e poi perché eventuali questioni di procedura potranno essere serenamente ricomposte in sede politica”.

Secondo l’assessore, avvocato di professione, non esiste dunque il rischio che un provvedimento blocchi l’applicazione del decreto e rallenti quindi i tempi di demolizione e ricostruzione: “No, inoltre alla Corte costituzionale vige un rigoroso principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato – spiega – per cui se anche annullassero le norme che interessano il presidente della Regione Marche nessuna conseguenza ci sarebbe per noi”.

La Regione Marche è pronta a impugnare per incostituzionalità il dl Genova se non viene ripristinata l’intesa con le Regioni per la ricostruzione post sisma 2016. “Riteniamo il provvedimento incostituzionale perché non prevede l’intesa con le Regioni su materie concorrenti in base agli art. 117 e 118 della Costituzione – dice Luca Ceriscioli -, aspettiamo la firma del presidente della Repubblica, speriamo in qualche modifica. Altrimenti impugneremo e penso che avremo partita facile”.