Per non dimenticare

“La pace è futuro”, la marcia della memoria in ricordo della deportazione degli ebrei genovesi

Quest'anno cadono gli 80 anni dalle leggi razziali

Genova. Uno striscione, portato dai bambini della scuola della pace della comunità di Sant’Egidio, con scritto “La pace è il futuro”, e poi i cartelli con i nomi dei campi di concentramento, e poi i ragazzi delle scuole superiori genovesi, con un altro striscione, con la scritta “La memoria è un vaccino contro l’indifferenza”, la comunità ebraica genovese è quella di Sant’Egidio, i ragazzi richiedenti asilo.

Sono state molte le persone che hanno partecipato alla marcia per ricordare l’anniversario della deportazione degli ebrei genovesi che, da Galleria Mazzini è arrivata fino alla sinagoga. “Questo non è solo un momento simbolico – ha spiegato Piero Dello Strologo, Presidente dell’associazione Primo Levi – ma ogni anno che passa diventa altro. Quello che succede nel mondo, e anche nel nostro paese, ci insegna a essere vigili. Classificare qualcuno come diverso, per il colore della pelle, i comportamenti sessuali e le abitudini, può portare a quello che è successo a noi ebrei. Erano questi i punti di;partenza di un’operazione che ha portato all’indifferenza, alla deportazione e a milioni di morti”.

Un momento importante, quindi, per non dimenticare, a 80 anni dalle leggi razziali. “Non si tratta di rispolverare un antico monumento – spiega Sergio Casali, della Comunità di Sant’Egidio – ma guardare verso il futuro. Noi sentiamo la necessità di fare educazione, di fare cultura, per creare gli anticorpi per una società che non disprezzi gli altri ma crei vie nuove per vivere insieme”. Alla manifestazione erano presenti anche il vice presidente della Regione Liguria, Sonia Viale è l’assessore alle pari opportunità del comune di Genova, Arianna Viscogliosi.

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