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Indennizzi e Pris, botta e risposta di fuoco tra M5S e Toti, tra accuse di conflitti d’interessi e “regali” ad Aspi

I pentastellati tornano anche sulla questione dei finanziamenti per le campagne elettorali del governatore

Genova. “Toti ha le idee confuse. Ieri, il suo assessore Giampedrone ha promesso ai comitati degli sfollati e della zona arancione di intervenire con una modifica alla legge regionale del Pris, per intervenire là dove la Regione può – ha dichiarato la capogruppo del M5S in Regione Alice Salvatore – sempre ieri sera, Toti contraddiceva gli impegni presi dall’assessore sostenendo che il decreto Genova “superava” e “sussumeva” la legge regionale del Pris, termini che in giurisprudenza significano che il decreto era già sufficiente, salvo oggi uscire dicendo che il decreto Genova non va bene”.

E’ la bufera delle ultime ore. Va detto che Toti non aveva affermato che il decreto andasse bene, ma soltanto che aveva appunto superato la legge Pris. Ma al M5S non basta.

“Chi ha ragione? Toti di ieri sera, Toti di stamattina o Giampedrone? Quella di ieri sera, che il decreto supera il Pris è solo una giustificazione per non fare nulla come Regione – in barba alle dichiarazioni di Giampedrone e gli impegni presi con i cittadini!”. Il Gruppo 5 Stelle in Regione Liguria rileva anche che nella nota del presidente Toti c’è una “smaccata difesa pro Autostrade per l’Italia”.

“Toti sostiene che, essendo esautorata Aspi dalla ricostruzione, allora non debba risarcire con indennizzi i cittadini colpiti. Falso – attacca Alice Salvatore – Cosa fa Toti? Accampa scuse inventate ad hoc in difesa e per conto di suoi potenziali “azionisti”? È già nota l’abitudine del gruppo Toti di ricorrere a concessionari autostradali per finanziare le proprie campagne elettorali e attività politiche. Nelle dichiarazioni di oggi emergono in tutta evidenza le contraddizioni di un uomo in conflitto di interessi, a cui va posto un argine. Un presidente di Regione deve fare l’interesse della cittadinanza ligure, non di un concessionario autostradale”, conclude la portavoce M5S.

Nel pomeriggio il presidente della Regione risponde con un post di fuoco su Facebook.
“Cara Alice Salvatore,
provo a rispiegarti con parole semplici: la legge regionale Pris individuava le zone in cui i cittadini sarebbero stati indennizzati, chi ne avrebbe avuto diritto, e un soggetto che avrebbe pagato il conto, ovvero società Autostrade.
Il tuo partito, al Governo del paese, ha deciso diversamente: ha fatto un Decreto Legge che stabilisce le stesse cose in modo diverso, annullando, con la forza della legge nazionale, quanto stabilito dalla legge regionale. E allo stesso tempo ha vietato con il medesimo Decreto a Società Autostrade di essere soggetto attuatore del ponte e quindi, automaticamente, anche del Pris.
Questo Decreto non ti piace? Bene, cambiatelo! Ma per cambiarlo dovete cambiare il Decreto Genova. Il Pris non c’entra nulla, visto che il Decreto Legge da voi voluto ha interferito su competenze regionali, impedendoci di percorrere la strada da noi intrapresa.
Se vuoi allargare le zone rosse o arancioni, cambiare la platea dei risarciti, chiedilo al tuo Governo.
Quanto ad Autostrade, sia chiaro una volta per sempre: siete stati voi, tu e il tuo Movimento a fare un regalo a quella società, permettendole di non adempiere ai doveri che aveva e facendole risparmiare un sacco di soldi e un sacco di lavoro. Grazie ai vostri provvedimenti, infatti, a pagare e risarcire saranno le tasse dei cittadini e non il portafoglio della Società Autostrade. Che capolavoro! E il bello è che forse non lo hai neppure capito. O forse sì, chissà che qualcuno molto vicino al tuo Movimento non abbia davvero interessi con Società Autostrade, altrimenti perché tanta fatica per aiutarla ad eludere le proprie responsabilità?”