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Inchiesta su ponte Morandi, fiamme gialle nella sede della ditta che realizzò il carroponte

I lavori di installazione erano proseguiti per mesi prima del crollo, ma la struttura non era mai entrata in funzione

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Genova. La guardia di finanza di Genova ha effettuato una perquisizione nella sede della Weico, la società che aveva iniziato a installare il carroponte sotto l’impalcato del lato ovest di ponte Morandi.

Le fiamme gialle hanno acquisito documenti cartacei e informatici presso la sede di Bolzano. La documentazione acquisita servirà a controllare il tipo e le modalità di lavori eseguiti e verificare il piano di sicurezza.

“Il carroponte non può aver contribuito al cedimento del ponte Morandi, perché non era ancora stato installato”, aveva affermato nelle prime settimane dopo il crollo Hubert Weissteiner, direttore della Weico di Velturno. “Stavamo lavorando all’installazione di binari sui quali avrebbe dovuto scorrere il carroponte che però non è mai entrato in funzione”, aveva detto.

I lavori di installazione stavano però andando avanti da settimane, anche la sera prima del collasso del viadotto. Il carroponte era finito nel mirino degli investigatori, coordinati dai pm Massimo Terrile e Walter Cotugno, per le modalità con cui era stato installato.

Modalità che avrebbero potuto creare problemi alla struttura stessa. Anche la commissione speciale nominata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, aveva rimarcato come “vi fossero delle divergenze tra il progetto di installazione e la relativa messa in opera” e come non fosse stata adottata “nessuna cautela per evitare il potenziale tranciamento delle armature”.