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Il campione paralimpico Bocciardo incontra gli studenti della Valpolcevera: “Non arrendetevi mai e imparate dalle vostre sconfitte” fotogallery

Faccia a faccia con i bambini delle terze, quarte e quinte elementari dell'istituto comprensivo Teglia al teatro Govi di Bolzaneto

Genova. Francesco Bocciardo, 24 anni, fa il suo ingresso al teatro Govi di Bolzaneto con in tasca la medaglia d’oro vinta alle Paralimpiadi di Rio nel 2016 nei 400 metri stile libero. Francesco ha una tetraplegia distale spastica. Questo significa che non cammina agevolmente e che, nel nuoto, non utilizza gli arti inferiori. Per raggiungere i bambini delle terze, quarte e quinte elementari dell’istituto comprensivo di Teglia è arrivato in macchina. “Ho parcheggiato dietro al teatro, spero sia regolare”, dice entrando nel teatro. Gli organizzatori avevano predisposto uno spazio per la sua auto davanti all’ingresso ma lui ha preferito cercare un parcheggio “normale”. “Con questo traffico non avrei voluto intasare ulteriormente la strada”.

Basterebbe questo, senza per forza elencare le imprese sportive di Francesco Bocciardo, per raccontare di che persona si tratti. E non a caso il progetto che lo ha portato a incontrare i bimbi di Teglia, Trasta e del Cige, si chiama “Straordinaria gente”.

La straordinarietà ordinaria di esempi adulti positivi è quello che la scuola Ic Teglia, la sua dirigente Elena Tramelli, docenti e personali, si stanno impegnando a dare ai ragazzi. Con diverse occasioni di incontri dal vivo. Quest’anno Bocciardo, lo scorso anno l’astronauta Samantha Cristoforetti.

“Tra quell’appuntamento e quello di quest’anno c’è stata la caduta di ponte Morandi – dice la dirigente scolastica Elena Tramelli – se la nostra era già una scuola di periferia, la tragedia ci ha fatto sentire ancora più lontani dalla città, ci ha fatto capire cosa significhi sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, per questo, ancora di più, c’è bisogno di coinvolgere i nostri studenti con storie che mostrino loro come con l’impegno si possano superare gli ostacoli e raggiungere grandi obbiettivi”.

“Non arrendetevi mai, io all’inizio ero scarso”, ha esordito Francesco Bocciardo raccontando con leggerezza e concretezza, senza retorica, il suo rapporto con lo sport, con la disabilità e con la scuola (discriminato? nì, ma magari avrei preferito fare attività durante le ore di educazione fisica invece che essere messo a segnare i punti). Con alcune parole chiave: impegno, fatica, passione, felicità, sconfitta, errori. “Qual è stata la mia vittoria preferita?” dice l’atleta rispondendo alla domanda di una ragazzina: “E’ stata una sconfitta, quella ai mondiali del Messico del 2017, perché da quella sconfitta ho imparato tantissimo”.

Non a caso la scorsa estate è riuscito a portarsi a casa una nuova importante vittoria agli Europei. “Io ero un bambino con dei problemi, grazie allo sport, al nuoto, ho raggiunto risultati che nessuno avrebbe mai sperato, a volte con il nuoto ho un rapporto di amore e odio, ma al nuoto devo tanto, grazie al nuoto so quanto valgo”.