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Fascia di rispetto, l’associazione Pra’ Viva lancia l’allarme: “Il Comune vuole affossare un modello unico in Europa”

Il presidente Tortomasi: "Chiediamo incontro urgente, a rischio nautica popolare e un comprensorio che è un modello unico di gestione in Europa"

Genova. “Al fine di garantire idonee misure a sostegno della mobilità sostenibile, anche attraverso l’individuazione di aree utilizzabili quali parcheggi di interscambio, può essere concessa, per la durata di trenta anni, a favore del comune di Genova, l’area demaniale marittima compresa tra il rio Branega e il rio San Michele, conosciuta come “fascia di rispetto di Prà”. E’ questo l’emendamento al decreto Genova, nella versione approvata in via definitiva dal Senato, che da un lato ha scontentato il sindaco di Genova Marco Bucci che avrebbe voluto una completa e chiara sdemanializzazione dell’area, ma che dall’altro spinge il consiglio direttivo dell’associazione Pra’ Viva a lanciare l’allarme sul futuro del comprensorio.

Quindici associazioni, oltre un migliaio di soci, dal 2000 Pra’ Viva gestisce proprio insieme all’amministrazione comunale che nomina 3 membri del consiglio direttivo su 9, l’area della fascia di Rispetto, vero e proprio polmone verde e blu del ponente genovese.Tutto è nato – pare – da un mix tra mezze dichiarazioni e voci di corridoio.

“Da quel che risulta a noi – dice il presidente dell’associazione Pra’ Viva Giuseppe Tortomasi – il sindaco vorrebbe mettere le mani come amministrazione non solo sulla parte a morte per realizzare un grande silos di interscambio, ma anche sulla parte a mare della ferrovia rivedendo le concessioni che oggi le nostre associazioni pagano a prezzo calmierato al demanio. Per noi questo sarebbe molto grave perché significa affossare la nautica popolare e creare una nuova marina porto antico laddove questo spazio è stato dato ai praesi dopo anni di trattative e dopo che gli era stato tolto il mare”.

Al momento si tratta solo di voci, ma la preoccupazione resta: “Fra l’altro non mi pare che il decreto Genova affronti chiaramente la questione, perché parla solo della mobilità ma quest’incertezza ci preoccupa”.

“Per questo a gran voce chiediamo alla civica amministrazione che faccia chiarezza – chiede Tortomasi – incontri con il direttivo di questo comprensorio che è una valvola di sfogo per ragazzi, anziani, famiglie e che fino a oggi ha funzionato perfettamente”.

Dalla nautica popolare alla piscina, dal campo di calcio al centro remiero alle decina di associazioni sportive, al canottaggio, l’associazione Pra’ viva “rappresenta una realtà unica in Europa di gestione cointestata con la civica amministrazione e noi vorremmo che questo modello non venisse affossato”.