Nazifascismo

Svastica sul murales dedicato a “Spagna”. Scritte e simboli nazifascisti anche su Don Gallo fotogallery

Altri graffiti trovati questa mattina in via Bologna e a Quarto

svastiche don gallo spagna

Genova. Diverse pennellate di nero sul volto e, come firma, una grossa svastica nazista poco sotto. Questo è il risultato di una azione notturna di militanti dell’estrema destra che questa notte ha agito in più parti della città. Il simbolo nazista è stato disegnato anche sul graffito dedicato a Don Gallo.

Il murales dedicato a Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano accoltellato a morte da ultras milanisti il 29 gennaio 1995, si trova a San Teodoro, nei pressi del Matitone: per via della sua militanza “Spagna” è riconosciuto come simbolo, oltre che della tifoseria genoana, anche dei movimenti antagonisti di Genova.

Il graffito dedicato al “Gallo”, il prete degli ultimi, si trova in zona Mura degli Angeli, a pochi metri dal circolo 30 Giugno, storico riferimento dell’antagonismo genovese più intransigente. I murales sono stati ripuliti in giornata.

Nella notte, inoltre sono comparse anche graffiti in altre parti della città: simboli e scritte inneggianti al fascismo in via Bologna, in mattinata in parte cancellate. Uno striscione firmato Blocco Studentesco campeggia invece ieri a Quarto: una frase che rivendica la discendenza divina dell’eroe virgiliano Enea, padre mitologico della civiltà romana e della “razza” italica, e che farebbe parte di una campagna nazionale del movimento di estrema destra.

Azioni che alzano il livello di tensione in città: un attacco così diretto a determinati simboli, soprattutto per quanto riguarda il murales di “Spagna” e di Don Gallo, è fatto inedito per Genova, e sicuramente segna un nuovo capitolo per le dinamiche movimentiste cittadine.

“Sarebbe opportuno che l’antifascismo tornasse al centro delle politiche di tutti coloro che ancora si dichiarano fedeli alla costituzione repubblicana e ai valori antifascisti – scrive in una nota Rifondazione comunista Genova – Queste azioni non possono e non devono essere più tollerate”.

Sull’azione indaga la Digos. Non è escluso che si tratti di una risposta ai diversi episodi che hanno visto come bersaglio degli imbrattamenti proprio le sedi di estrema destra.

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