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Ericsson, presidio agli Erzelli: “Azienda si fa bella all’esterno e poi pesca nelle tasche dei lavoratori”

Protesta contro la disdetta dei contratti integrativi

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Genova. Sciopero di due ore questa mattina per i lavoratori Ericsson con presidio davanti alla sede degli Erzelli contro la disdetta dei contratti integrativi.

“Dopo i licenziamenti dello scorso anno, Ericsson ora passa a tagliare i salari e i diritti di tutti i dipendenti – scrive l’rsu in un volantino con tanto di vignetta dove si vede un dirigente raffigurato a pescare dalle tasche di un lavoratore – dalla quattordicesima ai giorni di permesso, dal pagamento dello straordinario ai trattamenti di trasferta, ai ticket restaurant, dalle reperibilità al lavoro notturno, dal telelavoro alle ore viaggio e ai rimborsi chilometrici”.

Gli accordi aziendali saranno disdettati dal 1 gennaio e, se non si raggiungerà un nuovo accordo di secondo livello, l’azienda applicherà unilateralmente un suo regolamento interno, denunciano i sindacati che definiscono la situazione “un atto molto grave e ostile da parte dell’azienda perché va a cancellare moltissimi emolumenti e diritti che facevano parte da decenni del patrimonio di ogni lavoratore/lavoratrice, parte del proprio salario, parte di ogni aspetto della vita quotidiana in azienda”

“Quando le aziende hanno momenti di crescita, come Ericsson proclama verso il mondo esterno in questo periodo – dice ancora l’rsu- dovrebbero semmai redistribuire ai lavoratori una parte di quei profitti. Qui invece avviene l’esatto contrario”.