Due piani

Ecco il Ponte del cuore, dove si può anche passeggiare e andare in bici fotogallery

Genova. Un ponte a due piani, con pale eoliche su ogni pilone e con una zona pedonale, un marciapiede sinusoidale, che riprende le immagini delle onde del mare. Una struttura semplice, con pile circolari, 45 metri di passo, che, secondo i progettisti, potrebbe essere realizzata in 12 mesi. È questo, in sintesi il progetto del “Ponte del Cuore” presentato a Genova dai tre progettistici, l’ingegner Giorgio De Cani e due architetti, Angelo Terenzio Valentino e Tiziano Corti che presto, spiegano, faranno avere il progetto al Sindaco di Genova, Marco Bucci.

“Abbiamo voluto creare una struttura che non fosse solo un viadotto – spiega De Cani – ma un vero ponte, che si avvicini più al cuore della gente. La semplicità del ponte è data dalla struttura statica molto sicura, a pile circolari, ben conficcate nel terreno, a cui si deve aggiungere la bellezza della struttura, con strutture che non prevedono solo un passaggio veloce ma che permettono di passeggiare e vivere il ponte”.

Una struttura che diventa “ecosistema” del territorio, spiegano e che un domani potrà anche qualificare l’intera zona. “Noi parliamo di ponte è non di viadotto – sottolinea Valentino – perché il ponte diventa polifunzionale, può essere vissuto dalla gente con una passeggiata panoramica, ma ci sono spazi, in futuro, anche per collegarsi alle reti nazionali delle linee ciclabili. Il fatto di essere pedonale non è una novità, sul Golden Gate ci sono due strisce pedonali da 6 metri di larghezza che sono vissute giorno e notte”.

Un progetto che, nonostante sia stato immaginato subito dopo la tragedia e pubblicato il 23 agosto, è stato subito messo in contrapposizione con quello di Renzo Piano. “Noi vorremmo confrontarci con lui – spiegano i progettisti – per dire che il ponte non deve essere un semplice viadotto con lampioni a 45 metri di altezza. Crediamo che Piano, per quello che rappresenta poteva dare qualcosa di più con il suo progetto. E il nostro ponte pone la possibilità di avere un’alternativa”.