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Dopo il derby: cosa “si porta a casa” il Genoa risultati fotogallery

Punti di forza e aspetti ancora su cui lavorare per il Genoa di Ivan Juric

Genova. Il derby fa partita a sé, ma è innegabile che il Genoa ha confermato il trend visto contro la sfortunata partita persa contro il più blasonato Napoli. Proviamo a fare un elenco.

Velocità e aggressività. Quello che è emerso soprattutto nelle ultime due partite è che il Genoa di Juric 2018-2019 può contare sul dinamismo notevole di alcuni interpreti, che sembrano ben tagliati per il gioco dell’allenatore croato: Kouamé su tutti, ma anche un Lazovic ormai insostituibile finché il fisico regge. A far da contraltare magari un po’ troppa imprecisione nelle conclusioni, visto che si gioca sempre in apnea.

Un ritrovato Veloso. In tanti avevano storto il naso, ma il portoghese si sta dimostrando una pedina fondamentale nel centrocampo rossoblù, grazie anche al supporto di
Hiljemark “sette polmoni”.

La conferma di scelte coraggiose dal primo minuto. L’esclusione di Spolli in favore di Romero, un giovane che non aveva giocato un minuto in un ruolo delicato come la difesa centrale, è una delle scommesse vinte. Chiaramente il giovane ventenne argentino ha fatto errori e sbaglierà ancora, ma ha grinta da vendere e doti naturali parecchio promettenti. Ricordiamo che fu proprio Juric a lanciare il baby Pellegri.

La consapevolezza di dover lavorare sulle palle inattive. È uno dei punti deboli della squadra, anche perché Radu non è ancora sicuro nelle uscite.

Un Criscito tornato ai suoi standard. Era mancato il suo apporto nella prima parte di campionato. Ora il capitano sembra essere tornato davvero lui.

Maggiore coraggio nei cambi. Nel finale, quando si è esaurita la forza fisica, l’ingresso di Pandev al posto di Piatek avrebbe forse garantito un maggior possesso palla in fase offensiva. Anche col Napoli l’ingresso di Omeonga nel diluvio, è stato più deleterio che utile. A Juric sembra mancare un po’ la capacità di “leggere” la partita in corso.