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Dopo il crollo di ponte Morandi in Liguria persi 5 mila posti di lavoro dipendente

Lo rilevano i dati regionali dell'Inps rapportati allo stesso periodo dello scorso anno

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Genova. Nel periodo successivo al crollo del ponte Morandi la Liguria ha perso oltre 5 mila contratti di lavoro dipendente. Il confronto tra il terzo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che arriva dai dati Inps regionali registra una contrazione delle assunzioni dell’11,6 per cento con 5.385 contratti di lavoro in meno, che passano dai 46.460 del terzo trimestre 2017 agli attuali 41.075. Su 100 contratti attivati, solo 17 sono contratti di lavoro stabili.

Per Marco De Silva Responsabile Ufficio Economico Cgil Liguria “il peso marginale delle tipologie di contratti in aumento nel trimestre non compensa il calo dei contratti a termine e di quelli più instabili (somministrati e intermittenti) che hanno sùbito risentito della congiuntura sfavorevole nella nostra regione”. I dati liguri seguono il trend di quelli nazionali licenziati la scorsa settimana e se si guarda al tipo di assunzione si può notare come, seppur in calo, resistano i contratti a tempo indeterminato con un piccolo + 2,9 per cento e gli stagionali con un + 7,2 per cento. Sono proprio i contratti agevolati, e tra questi quelli dedicati ai giovani a rappresentare una, seppur contenuta, buona notizia come spiega De Silva: “Sul totale delle 4.721 assunzioni a tempo indeterminato, solo 342 sono quelle sostenute da agevolazioni contributive e ben 269 (il 79 per cento) sono da imputare all’esonero contributivo per i giovani”.

Tornando al calo delle assunzioni è da sottolineare come il dato abbia colpito quasi indifferentemente sia le donne sia gli uomini con un – 12,5 per cento le prime e un – 10,5 per cento i secondi. Sempre De Silva sottolinea il dato dei part time “Le assunzioni a tempo parziale sono il 40 per cento del totale in calo del 10,5 per cento sul terzo trimestre 2017. Le assunzioni non a part time rappresentano il 59,4 per cento del totale e subiscono una contrazione ancora maggiore, meno 12,5 per cento sul terzo trimestre 2017”.

Per Federico Vesigna Segretario Generale Cgil Liguria “E’ evidente che la Liguria del dopo Ponte Morandi inizia a pagare un prezzo che non è solo quello della tragedia che ha colpito 43 innocenti, ha provocato il dramma degli sfollati e ha messo in ginocchio l’economia di un quartiere. Tutta la Liguria paga le conseguenze di quanto è accaduto. Il dramma che ci ha colpito è tale che è difficile anche quantificare ed immaginare quali saranno le conseguenze sulla nostra economia. E’ evidente che il Decreto Genova non risolve né le questioni genovesi, né tanto meno quelle regionali per le quali avevamo chiesto al Governo di mettere a disposizione maggiori risorse in una visione di rilancio dell’economia ligure”