6 novembre 2008

Dieci anni fa precipitò dalla caserma dei carabinieri di Fossatello: manifesto nei vicoli ne ricorda la morte

Accuse ai carabinieri, ma anche a stampa e tribunali

Genova. “C’è un potere che uccide e uno che liquida la violenza di carabinieri come un ‘tragico incidente’ su un trafiletto in ventesima pagina”. Si chiude così il manifesto, attaccato nei vicoli del centro storico, che ricorda la morte di Farid Aoufi, algerino ma cittadino italiano, precipitato dalla caserma dei carabinieri di via Fossatello il 6 novembre di dieci anni fa .

L’uomo, 46 anni, con diversi precedenti penali, era stato arrestato in flagranza per furto in un’automobile. Secondo la versione ufficiale, mentre si trovava ammanettato, aveva tentato di fuggire da una finestra aperta precipitando di sotto e morendo durante il viaggio in ospedale. La procura di Genova aveva aperto e chiuso le indagini, archiviando il caso come suicidio.

Gli ignoti autori del manifesto accusano, oltre agli “assassini” di Farid, la “connivenza di stampa e tribunali”.

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