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Decreto Genova, l’allarme di Cantone: “Dai rifiuti agli appalti si deroga su tutto. Il rischio è creare un precedente”

Per il presidente dell'autorità anticorruzione, intervistato dal Sole24Ore, il rischio è "tornare a una politica di deroghe continue"

Roma. “E’ la certezza di norme e non l’assenza di norme che tranquillizza le amministrazioni e consente di realizzare le opere. Il decreto Genova deroga a tutto, un fatto senza precedenti che presenta profili problematici”. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, in una intervista al Sole 24 Ore.

“Anche se si azzerassero tutte le norme nazionali – spiega Cantone -, si dovrà tenere conto delle direttive Ue. Inoltre, si dovrà decidere quali norme nazionali applicare e quali derogare. E, infatti, il commissario mi ha detto di voler costruire un quadro di norme che intende applicare. Ci ha anche chiesto di firmare un protocollo per la vigilanza collaborativa, come facemmo, con successo, nel caso dell’Expo. Abbiamo dato la nostra disponibilità e verificheremo la possibilità”.

“Si è voluto dare un segnale – osserva quindi Cantone – sul fatto che si possa derogare a tutto in materia di appalti, gestione dei rifiuti, sicurezza del lavoro. Sarà molto difficile non replicare questo meccanismo in situazioni come quella che vediamo in questi giorni, catastrofi di dimensioni colossali che mettono in ginocchio l’economia di una regione come il Veneto o quelle che vediamo in Sicilia. Come si potrà dire no? Il rischio vero è quello di tornare a una politica di deroghe continue”.

“La strada giusta – indica Cantone – è l’articolo 63 del codice appalti: stabilire una volta per tutte i criteri che si applicano alle emergenze, sia pure con gradazioni diverse a seconda degli eventi, e poi non derogare più. Il commissario diventa coordinatore di regole chiare da applicare. Se invece ogni volta creiamo un apparato speciale di norme, passiamo mesi a parlare di deroghe, come per Genova, e poi non avremo le amministrazioni capaci di applicarle”.