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Corso Perrone, riapertura con allarme del sensore incluso: la Valpolcevera ha una “nuova” via fotogallery

Un piccolo intoppo, che non sarà certo l'ultimo, ma i cittadini hanno di nuovo la strada tra Fegino e Campi. Prossimo step, via Perlasca

Genova. Avrebbe dovuto riaprire alle 11 ma è stato necessario posticipare il momento tanto atteso di qualche minuto, alle 11e45 circa. Perché uno dei sensori montati sulla parte più a ovest del viadotto Morandi aveva lanciato un segnale d’allarme. Corso Perrone, comunque, è stato riaperto al traffico e per la Valpolcevera significa moltissimo.

Corso Perrone riaperta

Il Comune, nei giorni scorsi, su disposizione della struttura commissariale per la ricostruzione di ponte Morandi, ha montato sotto l’impalcato del viadotto una “mantovana” di alluminio che dovrà proteggere il passaggio dei mezzi dall’eventuale caduta di materiale. Corso Perrone, così come via 30 Giugno – come vedete dalle immagini nella nostra gallery – sarà regolata da un semaforo collegato, appunto, ai sensori. Il sistema di controllo potrà separare gli input in arrivo dai prismi ottici sulle pile sopra corso Perrone e quelli sulle pile su via 30 Giugno.

“Aprire le strade sotto il ponte è prendersi una grande responsabilità nei confronti della città – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci al “taglio del nastro”, o per meglio dire, alla rimozione delle transenne – e bisogna poterlo fare con la massima sicurezza, quindi noi dobbiamo ringraziare se i sensori dicono che la strada va chiusa, perché vuol dire che funzionano, qualche volta ci sarà il semaforo rosso, ma dobbiamo aspettarcelo”.

Il fatto che ci sia una strada in più a collegare la Valpolcevera con la zona a valle del viadotto è importante per più di un motivo: meno code, più possibilità, uno sgravio di traffico per il quartiere di Borzoli e inoltre la possibilità di gestire, in futuro, in modo migliore la questione della demolizione, per cui alcune strade – in maniera alternata – dovranno tornare a essere chiuse per i cantieri.

“Quando gestiremo la costruzione del viadotto – continua Bucci – ci saranno dei momenti in cui le strade saranno interrotte, ma ci sarà una programmazione fatta in largo anticipo e quindi la possibilità di gestire al meglio le eventuali chiusure”.

Il prossimo step sarà la riapertura di via Perlasca. Dopo la demolizione del cavalletto del pilone 9, quello crollato, e la presentazione del progetto esecutivo dell’azienda che sarà chiamata dal commissario Bucci per demolire e ricostruire il ponte, si potrà chiedere il dissequestro dell’area e lavorare a ripristinare anche quella fondamentale arteria di collegamento. Secondo Bucci: “Tra una settimana, dieci giorni al massimo, sapremo quale sarà il progetto definitivo”.

Sul fatto che sul dissequestro delle aree la partita sia ancora molto indietro è intervenuto, anche lui alla riapertura di corso Perrone, il presidente della Regione Giovanni Toti: “La genesi del decreto Genova è stata lunga, perché come sapete la prima versione era stata scritta troppo di fretta, anche per questo abbiamo accumulato una serie di ritardi sulle richieste di dissequestro, ma recupereremo il tempo perduto. Genova sta tornando alla normalità“.