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Commercio, profondo rosso, il “buio” dopo il ponte

Genova. “Dobbiamo fare un tavolo tecnico, vero, sull’occupazione nel commercio, che a oggi non è ancora partito, con la regione, il comune, tutte le istituzioni”.  Marco Carmassi Segretario Filca Cgil Genova lancia ancora una volta l’allarme sulla situazione del commercio che, con il crollo di ponte Morandi, ha avuto l’ennesima batosta.

Non bastavano le crisi aziendali, come quella della Quiticket, o le decisioni del management, come nel caso di Rinascente, sulle quali si stava cercando di porre qualche soluzione. La tragedia del 14 agosto ha infatti creato una situazione logistica insostenibile per la città che vede vacillare anche marchi storici, come quelli della grande distribuzione o dei maxistore.

“Abbiamo un calo tra il 20% e il 30% di tutte le aziende del commercio – spiega Carmassi – ma il problema è che alcune aziende, anche se sono sane, pagano la difficoltà logistiche, il fatto di non riuscire ad essere raggiunte dai clienti”. La situazione, infatti, risulta particolarmente complessa per tutta la Valpolcevera con punte di crisi molto alte nelle aree commerciali di Campi e Bolzaneto che rischiano di avere forti ripercussioni sull’occupazione.

I primi a pagare sono stati, ovviamente, i lavoratori più fragili: “Non sono stati rinnovati i tempi determinati – prosegue Carmassi – che sono stati lasciati tutti a casa cosi come per le aziende avevano lavoratori con contratti a termine che non sono stati rinnovati”. A rischiare, però, sono anche i dipendenti stabilizzati che, a fronte della crisi commerciale vedono in discussine il proprio posto.

“Purtroppo si parla anche di utilizzo, dove possibile, di ammortizzatori sociali e di trasferimenti nelle filiali fuori Genova – conclude Carmassi – e questa è una cosa inaccettabile. Noi possiamo permetterlo è dobbiamo fare squadra per non perdere un percorso occupazionale molto importante per questa città”.