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Anche i muretti a secco diventano patrimonio dell’umanità Unesco, la Liguria tra i territori più ricchi

L'organizzazione internazionale si congratula con gli otto paesi europei che hanno presentato la candidatura: oltre all'Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera

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Genova. L’annuncio è arrivato attraverso twitter: l’Unesco ha inserito i “muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità.

L’organizzazione internazionale si congratula con gli otto paesi europei che hanno presentato la candidatura: oltre all’Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

La Liguria, in particolare, è una delle regioni italiane dove la cultura contadina dei muretti a secco ha una storia lunghissima e assai ricca. Per evitare che andasse perduta le amministrazioni locali, a partire dalla Regione Liguria, negli anni passati hanno finanziato corsi di formazioni rivolti alle giovani generazioni. L’utilizzo delle pietre a incastro, oltre a essere funzionale, è naturalmente ecocompatibile.

“Esprimo una grande soddisfazione per la decisione dell’Unesco di riconoscere e premiare la straordinaria bellezza dei paesaggi terrazzati, dichiarando patrimonio dell’umanità i muretti a secco. Un riconoscimento meritato, che dimostra come i valori dell’agricoltura siano riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli, e conferma quanto questo comparto sia fondamentale per il nostro Paese”, lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai.

Grazie ai fondi del Psr – piano di sviluppo rurale 2014-2020, dal 2015 a oggi la Regione ha finanziato oltre 100 km² di muretti a secco. “Cercheremo di recuperare ulteriori risorse – dice Mai – lavorando fin da ora alla stesura del Psr 2021-2027, al suo piano finanziario e quindi all’individuazione di risorse congrue affinché non si perdano questi capolavori, che consentono ancora la coltivazione delle nostre fasce”.