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Amiu, l’allarme dell’Usb: “C’è il rischio che i privati usciti dalla porta rientrino dalla finestra”

Dal trasporto rifiuti alla raccolta di carta e cartone al diserbo. Tutti i "dubbi" sul futuro dell'azienda

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Genova. Denunciano troppi dubbi e incertezze sul futuro i lavoratori di Amiu nell’intervento fatto ieri in aula dal sindacato Usb che ha riassunto la situazione pesante che sta vivendo l’azienda, aggravata dal crollo del ponte con un “piano industriale fermo” e con l’incertezza rispetto agli impianti: “Con quali soldi verranno finanziati?” ha chiesto Fabrizio Nigro del sindacato Usb.

“Sappiamo che la gestione dei rifiuti fa gola ai privati – ha detto l’Usb – ed è un’emergenza che non può pesare sui lavoratori di Amiu che in termini di salario hanno già dato il loro contributo né sui cittadini che già pagano una tari molto alta”. Per il sindacato “il rischio è che quello che è uscito dalla porta rientri dalla finestra” dice ancora il sindacalista alludendo a “uno spacchettamento in piccoli appalti di molti servizi e a un’impiantistica gestita dai privati”.

Il riferimento è al trasporto dei rifiuti fuori Regione, già in gran parte gestito dai privati, alla raccolta carta e cartone “anche al diserbo – spiega Nigro a margine della seduta – visto che a breve passerà da Amiu bonifiche ad Aster che notoriamente non ha personale a sufficienza”.

Rispetto all’aumento della Tari, ha risposto a fine seduta l’assessore all’Ambiente Matteo Campora spiegando che “al momento non è previsto un aumento della Tari” e che eventuali decisioni saranno prese di concerto con l’assessore al Bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi.

Il sindacato ha anche chiesto informazioni sulla mancata fusione per incorporazione di Amiu Bonifiche in Amiu, prevista dal piano industriale ma ora invece bloccata. Sul punto ha risposto il direttore generale Tiziana Merlino che ha confermato che la fusione non ci sarà e “Amiu bonifiche nel nuovo contratto di servizio sarà una società in house per gestire aree importanti ma separata da Amiu”.