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Alcol a minori di 16 anni, segnalati due locali del centro storico di Genova

Uno dei due ha reiterato la violazione ed è stato multato e segnalato per la sospensione di tre mesi della licenza

Genova. Due locali del centro storico sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per aver somministrato alcol a minori di sedici anni. Lo comunica il Comune di Genova.

La segnalazione è avvenuta dopo gli sviluppi di un episodio del 30 giugno scorso quando gli agenti della polizia locale, durante un servizio mirato alla repressione delle attività illecite nei luoghi della “movida” genovese, sono stati richiamati per prestare soccorso a una ragazza colta da malore, che presentava chiari sintomi di alterazione da consumo di sostanze alcoliche e, trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Galliera. Avviate le indagini per accertare quale fosse il locale che aveva somministrato le bevande alcoliche alla giovane, nei giorni successivi sono emersi i nomi di due locali del centro storico, i cui titolari sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori di sedici anni.

Nei mesi seguenti, nei pressi degli esercizi segnalati, si è svolto un continuo servizio di monitoraggio per verificare eventuali nuove violazioni. Gli agenti hanno così potuto accertare che in uno dei due locali, in diverse occasioni, sono state nuovamente somministrate bevande alcoliche a minori di sedici anni e di diciotto anni. Per questo motivo il locale è stato nuovamente denunciato per la reiterazione del reato già commesso, multato per un totale di mille euro (a cui vanno aggiunte le sanzioni pecuniarie che deriveranno dal giudizio penale) e segnalato alla direzione commercio del Comune di Genova per la sospensione di tre mesi della licenza di somministrazione.

«Un segnale tangibile di presidio da parte delle istituzioni – sottolinea l’assessore alla sicurezza Garassino – L’obiettivo è rendere più sicura la cosiddetta movida attraverso un controllo efficace. Non è accettabile che si venda alcool a minorenni. Oltre ad essere pericoloso e proibito dalla legge è un cattivo servizio che si fa ai locali che quella legge giustamente la rispettano».

«La nostra intenzione è distinguere la movida buona da quella che non lo è affatto – riconosce l’assessore Bordilli – e l’attività del mio assessorato, di concerto con quella dell’assessorato alla sicurezza, va esattamente in questa direzione attuando tutte le misure e provvedimenti possibili. Dobbiamo stroncare i comportamenti illeciti, in questo caso tanto più odiosi perché commessi ai danni di minorenni».