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A palazzo Tursi protesta “in camice bianco” contro la vendita delle farmacie comunali foto

I dipendenti si sono presentati in camice per dire no alla cessione in blocco ai privati. Si è parlato anche dell’apertura di una farmacia in zona portuale come servizio dei croceristi e dei passeggeri dei traghetti.

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Genova. Protesta in camice per i dipendenti delle farmacie comunali, anche oggi a presidio in consiglio comunale nel giorno dello sciopero contro la vendita degli otto esercizi pubblici in città ai privati. La delibera per la cessione è stata approvata dalla giunta Bucci la scorsa settimana ma non licenziata dalla commissione consiliare a causa di perplessità anche di consiglieri della stessa maggioranza.

Domani i sindacati di categoria avranno due incontri interni sul tema mentre una nuova commissione è prevista per giovedì. L’obbiettivo dell’amministrazione di centrodestra resta quello di privatizzare le farmacie per una cifra che si aggira attorno ai 10 milioni inserendo nel documento della vendita una clausola a tutela dei lavoratori che però non va oltre il 2021.

“Oggi chiediamo un incontro con il sindaco – dice Aurelia Buzzo, della Filcams Cgil – perché questa vendita non ha alcun senso, le farmacie comunali sono in attivo e svolgono un servizio fondamentale per i cittadini, inoltre le garanzie per i dipendenti non sono sufficienti”.

Dopo l’incontro con il primo cittadino, nessuna promessa di ritiro della delibera di vendita ma almeno alcune rassicurazioni in merito al futuro dei 43 lavoratori. Il sindaco ha assicurato alle rappresentanze sindacali che la delibera di vendita sarà modificata in alcuni punti: tempi più lunghi di 36 mesi per la clausola sociale a tutela dei posti di lavoro, stabilizzazione dei contratti a tempo determinato prima della cessione, la richiesta di una fideiussione, a chi comprerà le farmacie, di 150 mila euro per ogni dipendente integrato come garanzia del mantenimento del posto di lavoro.

Si è parlato anche dell’apertura di una farmacia in zona portuale come servizio dei croceristi e dei passeggeri dei traghetti.