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Zona rossa, nelle case degli sfollati il tempo si è fermato il 14 agosto: finestre aperte e luci ancora accese fotogallery

Ieri incontro tra comitato e Comune per pianificare i prossimi rientri nelle abitazioni per recuperare gli oggetti personali

Genova. Fa male, malissimo. Vederla lì, a poche decine, tuttalpiù centinaia di metri, e non poterla toccare, non poterci entrare, almeno per il momento. Alcuni sfollati di via Porro si sono avvicinati agli edifici che hanno dovuto abbandonare il 14 agosto scorso, dopo il crollo di ponte Morandi, entrando con le istituzioni nell’area Rfi dove sono stati ultimati i lavori sulle linee ferroviarie.

I palazzi sono vicinissimi e si può notare chiaramente come i portoni, i vasistas lungo le scale e molte finestre e portefinestre siano rimasti aperti. Faceva caldo, d’altronde, ad agosto. I cittadini hanno chiesto a gran voce, visto che non hanno ancora il via libera dei sensori per tornare a prendere gli oggetti personali, che le forze dell’ordine provino perlomeno a chiudere gli infissi. Per evitare che il vento di queste ore, “la corrente”, e le piogge – che ci sono già state – possano danneggiare quello che ancora si trova negli appartamenti.

Già sarà straziante entrare per poche ore per recuperare quanto di più caro e importante, figurarsi farlo in un’abitazione devastata dalle intemperie. Il sindaco Marco Bucci ha assicurato ai comitati di cittadini che farà il possibile per far intervenire chi di dovere, vigili del fuoco, protezione civile, esercito. Le porte, se non anche le finestre, vanno chiuse.

Altra questione, la luce elettrica. All’indomani del crollo del ponte era stato detto che gli allacci erano stati staccati, per ragioni di sicurezza. Ma in alcune case, in lontananza, si vedono dei lampadari accesi. Anche su quello andranno fatte le dovute verifiche.

“La signora Concetta mi ha mostrato la sua casa, sotto il ponte Morandi. Siamo dalla vostra parte e faremo il possibile per far tornare la Valpolcevera e tutta Genova alla normalità“. Lo promette il presidente della Regione Liguria e commissario per l’emergenza Giovanni Toti pubblicando sulla sua pagina facebook una fotografia che lo ritrae insieme a una sfollata del ponte Morandi, che da oltre un mese e mezzo attende di poter rientrare nella propria casa.

Intanto, ieri pomeriggio, nuovo incontro tra il comitato di sfollati e il Comune, proprio per pianificare il rientro temporaneo negli edifici. I cittadini hanno chiesto di poter entrare in due persone per volta, insieme ai vigili del fuoco, e per almeno un’ora. Di potere entrare una seconda volta, in caso di dimenticanze, anche per evitare eccessivo panico e stress. Inoltre è stato chiesto di poter recuperare, se non il mobilio, almeno tutto quello che nei mobili è contenuto. Di avere, insomma, la possibilità di portare via con sè un pezzo consistente di esistenza.