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Terzo Valico, il M5S non firma ordine del giorno in Regione per chiedere sblocco finanziamenti

Un operaio: "Dite a Toninelli che vogliamo lavorare e siamo pronti a bloccare Genova"

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Genova. La conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Liguria non ha trovato un’intesa su un ordine del giorno unitario per chiedere al Governo “lo sblocco dei finanziamenti del 5^ lotto del Terzo Valico, l’alta velocità ferroviaria Genova-Milano e di anticipare al 2018 il finanziamento già deliberato dal Cipe per il 6^ lotto” perché il gruppo del M5S si è rifiutato di firmarlo. Senza unanimità, l’assemblea non ha potuto votare il documento che sarà riproposto nella prossima seduta.

Non sono bastate oltre due ore di trattativa tra la conferenza dei capigruppo e Fillea, Filca e Feneal: M5S ha ribadito di attendere l’analisi costi-benefici sulla grande opera che a breve dovrebbe arrivare dal Mit. ”

Ci sono oltre 2 mila posti di lavoro a rischio – ha detto il segretario genovese della Fillea Fabio Marante -. Nel pomeriggio l’assemblea dei lavoratori deciderà se indire scioperi e manifestazioni in vista del prossimo consiglio regionale del 23 ottobre. “Dite a Toninelli – ha concluso un operaio -che vogliamo lavorare, non il reddito di cittadinanza, e che siamo pronti a bloccare Genova”.

Fumata nera, non senza qualche momento di tensione, per lo sblocco dei fondi per il terzo valico. Dopo un incontro durato circa due ore, infatti, i consiglieri regionali non sono riusciti a chiudere un documento comune da portare in aula, come richiesto dai sindacati. Mettersi di traverso i consiglieri del Movimento 5 stelle, che non hanno permesso di avere l’unanimitá su un ordine del giorno che chiede al governo di “sbloccare immediatamente le risorse relative al quinto lotto del terzo valico e anticipare al 2018 il finanziamento già deliberato del Cipe per il sesto lotto”.

“Ci vediamo martedì prossimo con una delegazione allargata- ha tuonato il segretario della Fillea Cgil Genova, Fabio Marante- nelle prossime ore valuteremo assieme ai lavoratori ulteriori azioni di lotta. Il segnale che è scaturito stamattina non è positivo visto che tutti i gruppi consiliari sono unanimi nel sostegno non tanto della centralità dell’opera ma quanto nello sblocco amministrativo di quattrini già stanziati per il quinto lotto del Terzo valico”.

Se la situazione non si dovesse sbloccare nelle prossime settimane, a rischio ci sarebbe oltre un migliaio di posti di lavoro. “I lavoratori continuano a vivere una stagione di profonda incertezza- prosegue Marante- perché se è vero che sono stati stipulati accordi sindacali che garantiscono la continuità occupazionale nelle nuove ditte in caso di licenziamento, è altrettanto vero che se non vengono sbloccati i soldi non possono essere affidati i nuovi cantieri.
L’unica modalità per forre fine a questa situazione è sbloccare soldi già stanziati”.

Dure le reazioni degli altri gruppi per la scelta dei pentastellati. “Per l’ennesima volta il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle si è schierato contro gli interessi dei liguri e dei lavoratori” dicono dal Pd mentre la Lega prende in Regione le distanze dall’alleato di Governo: “Durante l’incontro con i sindacati – ha spiegato il capogruppo Senarega – ho ribadito la posizione della Lega che da sempre si è dichiarata a favore di questa importante opera tenendo in giusta considerazione la salvaguardia dei lavoratori coinvolti. Per quanto riguarda la Gronda di Genova è lo stesso. Si tratta di un’altra opera necessaria che deve essere realizzata e non può essere bloccata”.

“Il Terzo Valico è un’opera che potrà dare al nostro territorio nuove opportunità di sviluppo e di crescita – commenta Andrea Costa, capogruppo di Liguria popolare – Oggi più che mai la Liguria ne ha bisogno. Non sarà Toninelli a bloccare un’opera cruciale per il futuro della Liguria e Ai grillini rivolgo un consiglio spassionato: giù le mani dalla Liguria”.

“I Cinque Stelle preferiscono trasformare l’Italia in un Paese di disoccupati e assistiti – commenta Lilli Lauro, presidente in Regione del Gruppo Toti Liguria – non a caso ritengono più importante far passare il reddito di cittadinanza, che non restituirà risorse e, soprattutto, dignità ai disoccupati. Un modo per buttare soldi senza pensare all’occupazione. Con la contrarietà al Terzo Valico i Cinque Stelle arrivano al paradosso di mettere in discussione contemporaneamente oltre duemila posti di lavoro e un’opera strategica e vitale non solo per Genova e la Liguria ma per tutta l’Italia. Costituiscono un pericolo assoluto perché vivono fuori dalla realtà e non tengono conto delle esigenze dei Liguri”.

Il commento dei pentastellati non si fa attendere: “Per il MoVimento 5 Stelle è prioritario tutelare sia l’occupazione sia la salute dei cittadini. Qualsiasi visione politica va sempre accompagnata da misure e tutele che garantiscano la continuità occupazionale dei lavoratori. Rispediamo, pertanto, al mittente le irresponsabili accuse del Partito Democratico, che con le sue scelte prive invece di visione e lungimiranza ha consegnato di fatto il nostro territorio nelle mani di grandi gruppi privati senza scrupoli, interessati esclusivamente al profitto e responsabili di immani tragedie a Genova. Confidiamo nel lavoro serio e di impegno dei ministri del cambiamento”.