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Spaccio di droga nei vicoli: diciotto condanne per l’operazione Labirinto

Gli imputati si trovano quasi tutti in carcere per la violazione del divieto di ingresso nei vicoli

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Genova. Si è conclusa con 18 condanne a pene comprese tra sette mesi e un anno e nove mesi senza condizionale la prima fase processuale dell’operazione labirinto condotta lo scorso anno da squadra mobile e procura della Repubblica e finalizzata a contrastare lo spaccio nel centro storico genovese.

Ad essere condannati sono tutti giovani stranieri, molti dei quali richiedenti asilo, trovati a spacciare piccole a volte piccolissime quantità di droga e arrestati, non in flagranza, bensì con il sistema dell’arresto ritardato’ in modo da contestargli più episodi. Molti di loro, rilasciati dopo l’arresto, sono tuttavia tornati in carcere per la violazione dell’obbligo imposto dal giudice di ingresso nel centro storico di Genova.

Le condanne con rito abbreviato pronunciate oggi dal tribunale di Genova prevedono per tutti l’aggravante, richiesta dalla Procura, dello spaccio vicino a plessi scolastici o a luoghi frequentati da minori.

“Abbiamo contestato l’aggravante – spiega l’avvocato Alessandro Gorla – visto che come è emerso dagli atti le cessioni non erano destinate ai minori e la maggior parte dei centri di accoglienza si trova in centro storico vicino per forza di cose alle scuole, ma il tribunale ha deciso diversamente. Presenteremo ricorso in appello non appena avremo le motivazioni delle condanne”.