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Sindacati, su Terzo Valico si alimenta frattura interna a Cgil. La minoranza: “Basta strumentalizzare il lavoro”

Genova. La manifestazione a favore del Terzo Valico ha contrapposto “ancora una volta il diritto al lavoro con quello alla salute e alla difesa del territorio. La giustissima rivendicazione dei lavoratori per una piena continuità occupazionale e di reddito non può essere strumentalizzata”.

Con queste parole inizia la nota stampa dell’area di minoranza “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL” interna al sindacato, che si pone in maniera critica rispetto a diverse iniziative dei sindacato, in ultimo la manifestazione in sostegno dei lavori del Terzo Valico andata in scena martedì scorso nel centro cittadino.

“Da più parti, compresa quella della CGIL genovese e ligure, si invoca costantemente la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture esistenti – si legge nel comunicato – Non crediamo di doverci dilungare a spigarne qui i motivi. Basti pensare alla tragedia del crollo del ponte Morandi. Ma gli abitanti dei territori compresi tra Genova e Tortona, interessati dai cantieri del Terzo Valico, pagano sistematicamente l’assenza di queste manutenzioni. In più, negli ultimi anni hanno visto centinaia di milioni di euro pubblici andare a finanziare cantieri che hanno interrotto falde acquifere, estratto materiale amiantifero, inquinato corsi d’acqua, generato traffico pesante, riempito ogni spazio di montagne di terra smossa, cementificato spazi verdi e aree fluviali”.

Per questo motivo, secondo i rappresentanti sindacali “d’opposizione”, gli sforzi del sindacato dovrebbero essere quelli di ricercare e pretendere la “piena continuità di occupazione e reddito, in lavori di ripristino dei territori devastati dai cantieri e di altre opere utili e necessarie alla popolazione”.

Tra questi obiettivi, secondo la minoranza, le maestranze dovrebbero battersi e scendere in piazza per rivendicare “la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, strade e linee ferroviarie, nonché un grande piano nazionale di messa in sicurezza e manutenzione dei territori dai rischi idrogeologici e sismici”.

Una stagione di “Grandi interventi” che potrebbe dare occupazione a centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, in contrasto con la politica delle “Grandi opere”, “che sono un gigantesco spreco di risorse e fonte di corruzione e criminalità organizzata, spesso con drammatiche conseguenze ambientali”, chiude la nota stampa.

“Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL” è un’area di minoranza della Cgil che ha una rappresentanza media sul 5%, ma che in alcuni settori sfiora il 15%, e in alcuni casi la loro linea ha vinto recentemente nelle assemblee sindacali di Ericsson, Fincantieri a Riva Trigoso e VTE.