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Scolmatore Fereggiano, la prima volta da “quasi” pronto. Ma i residenti: “Buco occupato da cantiere, siamo preoccupati” fotogallery

Lo scavo è finito, ma alla vista non sembra ottimizzato

Genova. L’allerta rossa in vigore in queste ore su Genova ha una “prima”: lo scolmatore del Fereggiano, infatti, benchè non collaudato è terminato e potenzialmente operativo.

A ricordarlo ancora ieri sera lo stesso governatore di Regione Liguria Giovanni Toti, a margine della conferenza stampa di fine giornata: “I numeri sono quelli dell’alluvione 2011 – aveva dichiarato Toti – ma forse i lavori di messa in sicurezza del territorio sono serviti a qualcosa. Questa è la prima allerta rossa che viene affrontata con lo scolmatore del Fereggiano ultimato, anche se non collaudato. Ma nel caso di necessità potrà essere usato”.

Una buona notizia, soprattutto di fronte a previsioni in continuo mutamente e peggioramento. Alcuni residenti della zona, però, non sono affatto tranquilli: “Hanno lasciato tutto li in mezzo – commenta un abitante di via Ginestrato – potrebbero esserci dei problemi”.

Questa testimonianza è stata raccolta domenica 28 pomeriggio, durante un sopralluogo presso il cantiere di Quezzi, dove è in fase di ultimazione la “presa” dello scolmatore, con il “buco” predisposto per captare le acque in eccesso del Fereggiano.

In effetti, ad una vista non tecnica come la nostra, nel cantiere, in mezzo all’acqua, è stata lasciata molta attrezzatura, tra attrezzi, tubi, impalcature, mentre lo stesso buco, oltre alle putrelle “filtro” era ingombro di materiale metallico.

“Non sappiamo quanto sia operativo lo scolmatore – segnala una signora – certo sembra che abbiamo lasciato li tutto senza preoccuparsi di mettere in sicurezza il cantiere”. Una situazione che trasmette angoscia, senza dubbio, “nella speranza di essere smentiti”.

Lo scolmatore del Fereggiano è un’opera da 45 milioni di euro, che si sviluppa per 3,7 chilometri (i primi 900 metri erano già stati costruiti negli anni 90): la sua portata massima è di 160 metri cubi al secondo, che sono i 111 del Fereggiano, più i 26 del rio Rovare e i 23 del Rio Noce: parametri fissati sulla base di quanto accadde nel 2011.