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Rientro degli sfollati, Bucci: “Il sorriso su qualche volto è il più grande successo”, Toti: “Consideriamo conclusa l’emergenza abitativa”

Visto il problema dei possibili allagamenti negli ultimi piani, si valuterà la modifica dei turni di ingresso

Genova. “Le cose stanno andando nella direzione giusta, credo che saranno rispettati i tempi di cui abbiamo parlato e che daremo un nuovo ponte a Genova entro Natale 2019”. Così Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione, durante il sopralluogo in via Porro nel primo giorno delle operazioni di recupero degli effetti personali da parte degli sfollati, parlando dei tempi previsti per demolizione e ricostruzione. “Le cose stanno andando nella direzione giusta, anche per quanto riguarda gli emendamenti al decreto Genova in tema di rimborsi”, ha aggiunto il sindaco e commissario.

“Oggi abbiamo avuto una piccola sorpresa, ovvero dell’acqua che è tracimata dalle cisterne allagando un appartamento, valuteremo eventualmente di modificare i turni di ingresso nelle abitazioni anticipando l’ingresso in quelli più vicini ai serbatoi”, continua Marco Bucci. “Ma a parte questo problema l’operazione si può considerare un successo – continua – ottenuto grazie a tante cose che sono state fatte, e grazie al via libera della magistratura e della commissione tecnica. Ho visto il sorriso sulla faccia di qualcuno tra gli sfollati. E questo per me è il più grosso successo”. Il sindaco ha poi ringraziato i vigili del fuoco, la protezione civile e tutte le forze dell’ordine impegnate nelle operazioni. “Faremo un aggiornamento giornaliero dei rientri – conclude – per monitorare al meglio”.

“Con il recupero degli effetti personali possiamo ritenere chiusa totalmente la fase dell’emergenza abitativa. Ogni persona ha recuperato i propri oggetti, ogni casa della zona rossa, ovvero più di 250 appartamenti, verrà indennizzata nel decreto Genova  con una cifra circa 3 volte superiore al valore commerciale degli appartamenti stessi. Ogni sfollato ha oggi un contributo per vivere dove meglio ritiene o un uso gratuito di una casa della pubblica amministrazione”, ha detto il governatore della Liguria e commissario per l’emergenza di Ponte Morandi, Giovanni Toti.

“Credo quindi – ha aggiunto il governatore – che dopo questi 15 giorni, in cui ci auguriamo che il tempo ci assista e che ovviamente tutto si svolga con la dovuta velocità, potremo considerare chiuso il tema delle famiglie che sfortunatamente dovranno costruirsi un futuro altrove. Da oggi ci mettiamo a lavorare sul problema delle aziende della zona rossa e dei quartieri adiacenti. Speriamo -ha concluso Toti- di trovarci qui nel giro di poche settimane per parlare di demolizione dei monconi del ponte rimasti in piedi e di costruzione del nuovo viadotto”.  

“Ci vuole pazienza e prudenza per avere chiara la situazione degli aiuti, indennizzi e rimborsi per le aziende, perché bisogna tenere conto di diversi aspetti”, conclude Giovanni Toti, commentando la possibilità di un emendamento al decreto Genova che dovrebbe garantire 300 milioni, spalmati in quattro anni, per porto, autotrasporto e imprese.

“Per capire quale sarà il totale degli aiuti – spiega Toti – bisognerà attendere da un lato di vedere il decreto fiscale, poi l’istituzione di una zona franca urbana con l’esenzione delle tasse per i prossimi due o tre anni per una zona che dovremmo stabilire insieme al commissario per la ricostruzione, poi ci saranno i rimborsi per i danni diretti alla zona rossa, dopodiché per la zona arancione e i quartieri limitrofi, senza dimenticare che ci dovranno essere contributi individuale una tantum anche per le partite iva”.