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Rientri degli sfollati nelle case, la protesta contro l’assalto dei cronisti: “No alla spettacolarizzazione del dolore” foto

Il Comune ha deciso di far entrare i giornalisti in zona rossa a bordo di un pullman turistico anche per evitare che movimenti non previsti ostacolassero le operazioni

Genova. “Questa è spettacolarizzazione del dolore”, il presidente del comitato di sfollati Franco Ravera commenta con amarezza, facendosi portavoce anche di altri inquilini di via Porro, la decisione del Comune di utilizzare un pullman turistico con il tetto apribile per condurre i giornalisti, circa un centinaio in totale tra operatori e cronisti di stampa, siti web, radio e tv, all’interno della zona rossa dove sono in corso le operazioni di recupero dei beni.

Il Comune ha deciso di utilizzare questo stratagemma anche per evitare che potessero verificarsi situazione di disordine e anarchia, e che eventuali tentativi di intrusione potessero ostacolare i traslochi in corso, situazione già abbastanza delicata per modalità e tempi stretti.

Il pullmino, un mezzo da 35 posti, viene fatto entrare dal lato nord di via Fillak e può arrivare fino a primi palazzi, quelli più lontani dal ponte, che incombe a una cinquantina di metri. Assolutamente è stato vietato di passare sotto la campata della pila 10, sospesa sulle case. Al presidio del “ponte di ferro”, sul lato Certosa, molti sfollati e rappresentanti delle associazioni stanno seguendo lo svolgersi delle operazioni. Attivo anche un punto mobile della Asl 3 con medici, infermieri e una psicologa, in caso di malori o momenti di ansia e scoramento da parte degli sfollati ai loro primi ingressi.