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Ricostruzione ponte, Autostrade potrebbe rientrare dalla finestra. La questione che divide anche Bucci e Toti

Genova. Tutto è molto più complicato del previsto, come spesso accade quando dalle parole, tante, si deve passare ai fatti. Se l’esautorazione di Autostrade per l’Italia dalla partita della ricostruzione a Roma sembra cosa certa, a Genova lo è molto meno.

A dimostrarlo la diversità di approccio dei due commissari: se Bucci, fresco di nomina ha risposto “Obbedisco” rimettendo la decisione al “suo capo”, Toti ha continuato a rispondere come la scelta su Autostrade sia stata un errore. E potrebbe aver ragione, quanto meno per tutto quello che potrebbe esserne conseguenza.

Autostrade, ad oggi, ha in programma per i prossimi mesi una serie di interventi urgenti sulla rete autostradale ligure già appaltati e in alcuni casi operativi: stiamo parlando dei cantieri sulla A7 tra Busalla e Bolzaneteo e tra Vignole e Isola del Cantone, come tra Pegli e Aeroporto, nel tratto di A10 presso Arenzano e tra il nodo di Savona e Albissola.

Interventi che potrebbero saltare se l’iter di ritiro della concessione dovesse andare avanti. E lo stesso varrebbe anche per la Gronda di Genova: l’azienda ha già speso molti soldi, e con ogni probabilità farà di tutto per difendere i suoi interessi, come logico che sia.

Oltre a far saltare i lavori, che qualcheduno però dovrebbe fare, per evitare il blocco della circolazione (ed oggi capire chi potrebbe prendere il posto di Autostrade non è molto facile), la situazione potrebbe far arrivare ad uno stallo, con ricorsi e stop alle procedure. Anche per quanto la ricostruzione del ponte, visto che ad oggi il tratto di autostrada è ancora nelle responsabilità di Aspi, e che fin dalle prime ore è stata “ben accolta” dal commissario Toti in virtù “della soluzione più rapida”. Senza dimenticare il meccanismo previsto dal decreto che obbliga Autostrade a risarcire e finanziare un lavoro in virtù di una responsabilità che pare essere oggettiva ma che sulla quale la magistratura dovrà esprimersi prima o poi.

Il modo per disinnescare questa bomba ad orologeria potrebbe essere quella di far rientrare in qualche modo Autostrade nella partita, passando “dalla finestra”, ovvero in fase di conversione in legge: durante il dibattito parlamentare, infatti, la posizione “oltranzista” dei 5 Stelle potrebbe essere più isolata di quanto lo sia adesso, soprattutto se fosse agitato lo spettro di un ritardo epocale sull’opera più urgente del paese.

Una soluzione che potrebbe mettere d’accordo tutti, anche il “capo di Bucci”, che dopo un’attenta analisi non è Conte in sé o il Governo, ma bensì la Legge, che dal Parlamento ci deve comunque passare, visto le procedure costituzionalmente previste dal nostro ordinamento.

Dalla pubblicazione su gazzetta il decreto ha sessanta giorni di tempo per essere convertito, e c’è da aspettarsi che questi due mesi sia sfruttati tutti per arrivare ad un accordo. Difficilissimo.