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Ricorso di Autostrade contro il decreto Genova? L’ad Castellucci non lo esclude: “Deciderà il cda”

Intanto l'Antitrust dà il suo parere: "Giustificata esclusione di Autostrade da ricostruzione, ma non quella di altri concessionari"

Genova. Oggi a Genova il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha spiegato che il decreto Genova è stato scritto “con il cuore ma anche con attenzione per evitare possibili ricorsi”. Ma che Autostrade non ci provi neppure, a ricorrere contro un provvedimento che esclude la società a priori dalla ricostruzione di ponte Morandi, non è detto affatto.

Alla richiesta di maggiori delucidazioni su un possibile ricorso, arrivate da alcuni parlamentari delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera che stanno esaminando il decreto urgenze, Castellucci ha spiegato di non essere “nelle condizioni di dare una risposta finale perché come in tutte le aziende, soprattutto quelle con un azionariato importante e diffuso, le decisioni le prendono i cda”.

“Posso però assicurare – ha continuato il manager – che in tutte le decisioni terremo conto sicuramente dell’interesse di Genova e della necessità di una ricostruzione nei tempi più rapidi possibili, ma non posso anticipare decisioni che richiedono valutazioni legali approfondite”.

Sul decreto, dalle audizioni, è arrivata però un’ennesima doccia fredda – e per altro non del tutto attesa – su Autostrade. Il segretario generale dell’Antitrust, Filippo Arena, ha affermato, parlando appunto dlla ricostruzione del ponte di Genova che “L’esclusione delle società concessionarie di strade a pedaggio dalla ricostruzione del ponte di Genova “sotto il profilo della concorrenza, potrebbe giustificarsi solo con riferimento al concessionario della tratta autostradale interessata dai lavori”, vale a dire Autostrade per l’Italia. L’antitrust ha aggiunto che invece “non sembra trovare adeguata giustificazione l’esclusione di tutti gli altri concessionari” (ed è uno degli aspetti del decreto che anche il commissario e sindaco Bucci ha detto di voler modificare).

Sul crollo del ponte in sè, l’ad di Autostrade Castellucci ha affermato: “non siamo in grado avere un’idea chiara di quello che è successo e non c’è ad oggi una ricostruzione completa e attendibile, c’è un incidente probatorio ancora in fase iniziale – ha proseguito – ma posso assicurarvi che l’attenzione dell’azienda è al livello massimo, più alto non potrebbe essere”.

Sulla ricostruzione, però, Castellucci parla già con un periodo ipotetico dell’impossibilità: “Noi abbiamo presentato un progetto che avrebbe potuto svolgersi in 9-16 mesi, abbiamo oltre 800 ingegneri e se ci fosse stato richiesto avremmo messo in campo tutte le nostre forze”.